Caso Roberto Berardi: il regime di Obiang Mbasogo prende in giro il mondo intero

L'imprenditore pontino ricoverato e subito reincarcerato nell'inferno di Bata, i carcerieri gli negano cure e medicine: il regime di Obiang Mbasogo prende in giro tutti

Soltanto venerdì sera Roberto Berardi, l'italiano tenuto sequestrato in una lurida cella del carcere di Bata, in Guinea Equatoriale, era stato ricoverato in virtù delle drammatiche condizioni cliniche nelle quali si trova: febbre alta da giorni, disidratato e malnutrito, malarico, afflitto da un grave enfisema polmonare e affetto da febbre tifoidea al quarto stadio, le sue condizioni sembravano avere convinto i suoi sanguinari carcerieri a mostrare un minimo di pietà.

Era stato in verità l'intervento della Croce Rossa Internazionale, invocato a gran voce dalla famiglia tramite (anche) il nostro blog, a "costringere" il regime equatoguineiano a valutarne positivamente il ricovero in ospedale, una struttura fatiscente e scarsamente attrezzata. Meno di 12 ore dopo il suo ingresso in ospedale, di poco migliorate le sue condizioni generali, Berardi è stato nuovamente tradotto in carcere con l'inganno: il pretesto di una lastra al petto in un altro centro clinico, infrantosi contro le solite mura del carcere.

La notizia è stata data sabato dal console italiano Spano, che ha anche denunciato come a Berardi siano negate, da quando è tornato in cella, anche quei pochi medicinali che prima erano concessi (persino le aspirine, con le quali teneva malamente sotto controllo la febbre).

Nella foto che segue si vede la cella occupata proprio da Roberto Berardi: l'immagine è stata scattata durante il breve ricovero dell'italiano e pubblicata sul sito di Radio Macuto (una radio equatoguineiana che ha anche trasmesso un audio agghiacciante per documentare le torture quotidiane che vengono inflitte ai detenuti nel carcere di Bata, dove si trova anche l'imprenditore pontino).

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Leggi la storia di Roberto Berardi, l'italiano in carcere in Guinea Equatoriale

La decisione di prelevare Berardi, gravemente malato, dall'ospedale è l'ennesima presa in giro del sanguinario regime di Teodoro Obiang Mbasogo, l'ennesimo atto criminale del figlio Teodorin nei confronti dell'ex-socio Berardi: dopo aver promesso per ben quattro volte "l'imminente liberazione" di Roberto Berardi (una prima volta, nel dicembre 2013, la grazia era già stata firmata dal Presidente Obiang, prima che il capriccioso figlio la strappasse, una seconda volta fu Teodoro Obiang in persona, a Bruxelles davanti al Presidente Barroso, a promettere la scarcerazione dell'italiano, una terza volta fu nuovamente Teodoro Obiang ad annunciare la liberazione di Berardi, questa volta ricevuto da Papa Francesco a Roma, ed una quarta promessa fatta dall'ambasciata equatoguineiana in Italia alla famiglia), dopo aver accordato il ricovero dietro le pressioni del console Spano e della Croce Rossa Italiana, dopo aver registrato l'interessamento della ong Human Rights Watch e dopo un esposto presentato dalla famiglia e dal senatore PD Luigi Manconi alla procura di Roma, dopo le indicibili torture subite da Berardi in carcere, la situazione è ancora ferma al punto di partenza.

Sembra quasi che i carcerieri dell'imprenditore pontino vogliano scatenare la sindrome di Stoccolma al mondo intero, almeno a quella (piccola) parte di mondo che sembra voglia occuparsi del drammatico caso di Roberto Berardi.

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