Inchino della Madonna al boss, il sindaco di Oppido Mamertina: tutto falso

Di "inchino" della statua della Madonna al boss Mazzagatti aveva parlato per primo Il Quotidiano della Calabria.

Dopo la bufera scoppiata per il presunto inchino della statua della Madonna sotto la casa del boss di Oppido Mamertina (RC), il 2 luglio durante la processione in onore di Maria SS. Delle Grazie, il sindaco prende le difese della città e della popolazione: non c'è stato nessun omaggio al presunto capobastone ergastolano, si è trattato solo di una semplice rotazione della statua verso una strada, quella dove abita appunto Peppe Mazzagatti, che la processione non ha mai attraversato. Neanche 5 giorni fa.

Il sindaco di Oppido definisce "lacunose" le ricostruzioni fatte dalla stampa locale e nazionale dicendosi arrabbiato per le polemiche piovute sulla "sua" comunità. L'amministrazione comunale e il primo cittadino sono:

"indignati e colpiti nel profilo personale e istituzionale".

Secondo il sindaco Domenico Giannetta i fatti:

"diffusi in modo sommario e approssimativo denigrano in primo luogo la comunità che abbiamo il piacere e l'orgoglio di rappresentare da solo un mese".

Quindi l'amministrazione comunale di Oppido ha deciso di:

"intervenire in modo chiaro e inequivocabile delineando al meglio la verità dei fatti per come l'abbiamo vissuta, in quanto è necessario colmare lacune informative e sanare difformità che le notizie ad oggi hanno riportato".

Gli organizzatori della processione spiegano che:

"la ritualità di ruotare la vara verso il Corso Aspromonte è prassi consolidata da oltre trent'anni perché la Madonna durante il Corteo non attraversava e non attraversa quel tratto di paese".

Per il ministro dell'Interno Angelino Alfano si è invece trattato di un rituale "ributtante":

"La lotta a tutte le mafie è anche nei comportamenti di chi si oppone ad antiche servitù e soggezioni di chi le omaggia ed è anche in chi prende le distanze da deplorevoli e ributtanti rituali cerimoniosi di chi soggiace alle loro logiche di violenza".

Il ministro aveva poi encomiato i carabinieri presenti:

"che si sono allontanati, mentre altri compivano quel gravissimo gesto, per mantenere pulita la loro divisa e integro l'alto valore delle istituzioni che rappresentano. Per questo motivo, mi sono complimentato con il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli. Confido che anche altri prendano presto le distanze da atti incommentabili".

Su quanto accaduto gli accertamenti vanno avanti per identificare le persone che avrebbero pianificato e messo in atto l'omaggio al boss di 'ndrangheta condannato all'ergastolo per omicidio e associazione a delinquere di stampo mafioso e ai domiciliari per motivi di salute.

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