Caso Roberto Berardi, il regime di Obiang sta uccidendo l'imprenditore italiano

Sequestrato nelle carceri della Guinea Equatoriale da quasi 20 mesi l'imprenditore Roberto Berardi rischia la vita

Aggiornamento 22.29 - Alle 19.30 di questa sera, le 20.30 in Italia, Roberto Berardi è stato ricoverato nell'Ospedale di Bata.

Caso Roberto Berardi, il regime di Obiang sta uccidendo l'imprenditore italiano

L'imprenditore italiano Roberto Berardi va scarcerato e curato subito: è questa la richiesta che i suoi familiari ed i suoi amici avanzano a gran voce al governo italiano e al regime guineiano, una richiesta divenuta un vero e proprio grido disperato dopo che nelle ultime ore il quadro clinico dell'imprenditore italiano sembra essersi ulteriormente aggravata.

Berardi, detenuto in una sudicia cella di isolamento nel carcere di Bata da mesi, era stato condotto in ospedale due giorni fa: il console italiano in Guinea, pur senza essere riuscito ad incontrarlo, è riuscito tramite pressioni a far visitare l'imprenditore pontino da un medico cubano (le analisi le ha pagate lo stesso Berardi con gli ultimi soldi a disposizione, inviati dalla famiglia).

Leggi la storia di Roberto Berardi, l'italiano in carcere in Guinea Equatoriale

L'aggravarsi delle sue condizioni di salute, dovute ad un generale stato di malnutrizione (da quasi 20 mesi l'uomo consuma un unico pasto al giorno, ridotto nella razione dai suoi aguzzini qualche settimana fa, ma da giorni non trattiene nemmeno più quello) e ad un'infezione ai polmoni, aveva infatti convinto i suoi carcerieri a cedere alle pressioni e fargli effettuare delle analisi.

Il referto medico è stato ritirato dal console italiano Massimo Spano: febbre tifoide al quarto stadio, enfisema polmonare, generale denutrizione, patologie che hanno convinto persino il medico dell'infernale carcere di Bata a chiedere il ricovero di Berardi.

Ricovero che, allo stato attuale, non c'è stato: Berardi ieri sera è stato infatti ricondotto in isolamento e abbandonato al suo doloroso destino; unico sollievo per l'uomo sarebbero delle aspirine, con le quali tenta di abbassare la febbre. Le medicine che il console Spano ha portato, ieri pomeriggio, all'italiano detenuto non gli sarebbero nemmeno state consegnate.

La figura che aleggia spettrale dietro questo trattamento inumano e degradante ha un nome, Teodorin Obiang: figlio del Presidente Teodoro Obiang e rampollo del regime guineiano, Teodorin è stato socio di Roberto Berardi nella Eloba Costruzioni Spa, forma giuridica sottoposta alle leggi mercantili del trattato Ohada.

Leggi che vincolano le denunce (possibili solo in sede civile, mentre per Berardi il processo in Guinea è stato di tipo penale) tra soci ad alcuni passaggi fondamentali, come la convocazione del Cda dell'azienda alla presenza di contabili, amministratori e revisori dei conti; da parte sua Obiang, nell'accusare Berardi di avere trafugato 1,5 milioni di dollari dalle casse della Eloba, ha prodotto un audit esterno, "falso" secondo la famiglia dell'imprenditore italiano, che avrebbe fornito le prove degli ammanchi ma sempre evitando accuratamente di presentarsi al processo.

Teodorin Obiang, oltre ad occuparsi dei vizi di una vita nel lusso e alle aziende milionarie da depredare, è anche vice Presidente della Guinea Equatoriale, nonchè Ministro della sicurezza, dicastero dal quale passano tutte le richieste del medico del carcere di Bata per ottenere autorizzazioni al ricovero o a provvedimenti sanitari nei confronti dei detenuti.

Di fatto la detenzione dura, più simile ad un sequestro (con i dovuti pestaggi e sevizie) come sottolineiamo da mesi noi di Crimeblog, è decisa dall'ex socio dell'imprenditore italiano, Teodorin Obiang. Il quale, con ogni probabilità, è anche il responsabile dell'ammanco milionario nella Eloba: non sarebbe la prima volta e, per come si profilano le cose, non sarà neppure l'ultima.

Nel frattempo Roberto Berardi rischia la vita nella lurida cella d'isolamento di un carcere africano a migliaia di chilometri da casa: in molti si sono mobilitati per chiederne la liberazione, per chiedere un intervento forte del governo, che fino ad oggi ha preferito "lavorare nell'ombra" con l'Unità di Crisi della Farnesina, ottenendo purtroppo scarsi risultati. La manifestazione di buone intenzioni del Presidente Teodoro Obiang nell'aprile scorso a Bruxelles, ricevuto con tutti gli onori poi anche da Papa Francesco in Vaticano, ribadite di recente anche dall'ambasciata di Guinea in Italia, fino ad oggi non hanno cambiato le sorti dell'imprenditore italiano, che anzi vede aggravarsi di ora in ora il suo quadro clinico e le sue condizioni di salute.

Roberto Berardi, le foto delle torture

Di fatto, e di questa affermazione mi assumo ogni responsabilità, il governo della Guinea Equatoriale sta uccidendo Roberto Berardi negandogli l'assistenza medica e le visite delle autorità italiane oggi e avendogli negato un processo giusto ieri. Motivo per cui la famiglia sta valutando una denuncia alla procura di Roma: la detenzione di Roberto Berardi non rispetta le convenzioni internazionali sui diritti dell'uomo e dei detenuti, non garantendo all'imprenditore gli standard sanitari minimi ed alcun trattamento definibile umano. Convenzioni alle quali la Guinea Equatoriale, tra l'altro, ha aderito.

La richiesta di Human Rights Watch

Una questione sottolineata anche da Human Rights Watch, che chiede la liberazione dell'italiano:

"In Guinea Equatoriale sapere troppe cose sui rapporti d'affari delle persone vicine al Presidente può portare dritti in prigione. [...] Il Presidente Obiang fa spesso promesse sui diritti umani che non intende mantenere."

afferma Lisa Misol, senior business e ricercatrice per HRW. L'associazione internazionale per la tutela dei diritti umani ha anche denunciato le intimidazioni subite dall'avvocato di Berardi in Guinea, Ponciano Mbomio, sospeso dalla pratica legale per due anni e vittima di intimidazioni e rappresaglie.

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