Omicidio di Beatrice Ballerini: l'ex avrà la sua pensione, l'appello del fratello della donna uccisa

Lorenzo Ballerini ha lanciato una petizione online destinata al premier Matteo Renzi

UPDATE!
Di seguito la risposta dei legali di Parlanti in una nota (fonte Ansa):

"(Massimo Parlanti) non ha mai chiesto, né direttamente né per il tramite di suoi procuratori, di percepire quota parte della pensione della moglie, né è suo intendimento farlo, né per il passato né per il futuro, e comunque non ha mai percepito alcunché a detto titolo, né risulta che sia mai stato contattato dall'Inps a questo riguardo: è dunque del tutto improprio (dire) che egli ne 'percepisce' la pensione [...] ha da tempo offerto, in modo esplicito e formale, la massima disponibilità per facilitare in ogni modo la cura degli interessi patrimoniali dei figli. Occorre a questo proposito ricordare come egli abbia anche offerto, al curatore speciale dei figli nominato dal giudice tutelare, tutti i beni immobili che possiede, dichiarandosi disponibile all'immediato ed incondizionato trasferimento della proprietà in favore dei figli: l'offerta è ancora al vaglio degli organi tutelari competenti"

Inoltre è

"del tutto errato affermare che il giudice si sia 'dimenticato' di dichiarare la indegnità di Parlanti a succedere alla vittima: si tratta di un effetto giuridico legato per legge al passaggio in giudicato della sentenza, e dunque anche qualora il gip - che condannò Parlanti con rito abbreviato - avesse provveduto in tal senso, quella dichiarazione sarebbe rimasta priva di effetti, perché la sentenza di condanna in primo grado è stata impugnata. E' la legge a stabilire che l'indegnità a succedere abbia effetti dopo il definitivo accertamento della responsabilità: ciò vale sia quando la persona accusata di omicidio respinge le accuse, sia nel caso in cui, come per Parlanti, il reo abbia immediatamente ammesso la propria responsabilità, e si discuta sostanzialmente della sola pena. Nessuna richiesta è stata avanzata, né nei confronti del Parlanti direttamente, né nei confronti dei suoi familiari, né nei confronti dei suoi difensori, di formalizzare una rinuncia all'eredità onde accelerare le pratiche di successione nel senso auspicato dai familiari della vittima, nonostante la massima disponibilità manifestata a facilitare in ogni modo la cura degli interessi patrimoniali dei figli: è dunque sorprendente che si attribuisca al Parlanti di avere determinato, anche indirettamente, il 'paradosso' che si lamenta"

La notizia

Beatrice Ballerini è stata uccisa dall'ex marito Massimo Parlanti nel 2012, nella sua abitazione a Nievole, nel comune di Montecatini-Terme, l'ennesima delle tante - troppe - vittime di femicidi in Italia.

Aveva solo 42 anni quando venne aggredita a calci e pugni, e poi strangolata a morte con il foulard che aveva al collo. Parlanti, reo confesso, è stato condannato con rito abbreviato a 18 anni di carcere.

Vi ricordiamo tutto questo perchè, secondo quanto racconta il fratello della donna, Lorenzo Ballerini, potrà presto avvenire un nuovo sfregio alla sua memoria:

"Dall'Inps ho poi appreso che mentre i bambini di mia sorella, che noi stiamo accudendo, prendono il 40 per cento della pensione che gli spetta, a lui - l’omicida - spetta l’altro 60 per cento, e ne avrà diritto a vita. Questo accade perché non c'è un meccanismo automatico che prevede la dichiarazione di 'indegnità a succedere' per l'assassino del coniuge, e così oltre la pensione, agli assassini spetta anche le eredità di chi ammazzano"

Un paradosso legislativo, ovviamente. Così Lorenzo ha deciso di lanciare una petizione online destinata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha già raccolto (nel momento in cui scriviamo) 46.760 sostenitori:

"Qui siamo di fronte al paese che con il suo approccio grottesco è indulgente con i delinquenti ed esigente con le vittime, e con coloro che rimangono, che oltre a cavarsela da soli devono dimostrare di poter reggere una pressione che viene dalle stesse istituzioni che, invece di aiutare esigono e non riescono a rendere operativa la giustizia. La domanda a cui ancora oggi non riesco a dare risposta è: abbiamo una legge assurda e demenziale, fatta per i delinquenti, oppure semplicemente la giustizia, si scorda qualcosa, si è distratta ulteriormente?"

Sempre a proposito di violenza sulle donne, c'è un'altra faccenda ancora in sospeso: vi ricordate dei 18 milioni di euro "per la realizzazione di azioni a sostegno delle donne vittime di violenza" stanziati da un decreto dell'agosto 2013? Ebbene, sono ancora bloccati: manca infatti la firma del ministro per le Pari Opportunità.

Che in questo caso coincide con il premier (Renzi ha tenuto per sè la delega di questo dicastero). Dopo il sollecito dello scorso 30 aprile dell'ex viceministro con delega alle Pari Opportunità Maria Cecilia Guerra speriamo quindi che a questo punto l'appello per un impegno concreto nella lotta contro la violenza sulle donne venga definitivamente raccolto.

beatrice-ballerini

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