'Ndrangheta in Piemonte: appalti pubblici, 20 arresti

Venti arresti per appalti, estorsioni, rifiuti e usura: così la 'ndrangheta si era infiltrata in provincia di Torino.

Appalti pubblici ma non solo. Anche estorsioni, usura e traffico illecito di rifiuti. La cosca crotonese Greco di San Mauro Marchesato così aveva allungato le sue mani sul Piemonte. Questa mattina, i carabinieri del Ros, diretti dall'antimafia di Torino - hanno dato esecuzione a venti ordinanze di custodia cautelare in carcere.

L'accusa è di associazione di stampo mafioso. Le ordinanze sono state eseguite a Torino, Milano, Genova e Catanzaro nell'ambito dell'operazione chiamata "San Michele", uno dei santi cari alla 'ndrangheta. Con lo stesso provvedimento, è stato disposto pure il sequestro preventivo di società e beni per un valore complessivo di 15 milioni di euro. L'attività investigativa ha permesso di fare luce sulla diffusa infiltrazione della 'ndrangheta calabrese nel tessuto economico e imprenditoriale della provincia di Torino.

Che le cosche calabresi siano ben inserite al Nord Italia non è naturalmente una novità. Proprio ieri è terminato il primo troncone del processo "Infinito" sulle infiltrazione in Lombardia. La Corte d'assise di appello ha confermato, con lievi riduzioni di pena, le condanne fino a 21 anni di reclusione inflitte in primo grado a 40 imputati del processo con rito ordinario.

Il processo ha confermato le infiltrazioni mafiose in tutte le province lombarde, da Lecco a Pavia. Le cosche allungano le mani in vari settori, toccando naturalmente anche l'Expo 2015 e la sanità. In Lombardia, gli affiliati sicuri delle famiglie calabresi sono 500. Investono dappertutto e cercano anche di scalare la politica regionale, per avere ancora più favori.

Ros

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