Gela: incendiata officina meccanica, pista racket estorsioni

Il rogo nella notte, i carabinieri ipotizzano la pista dolosa.

Ci sarebbe il racket del pizzo dietro l'incendio di un'officina meccanica avvenuto la scorsa notte a Gela, in provincia di Caltanissetta.

Le fiamme sono state appiccate da ignoti in un'officina di via Venezia, non lontano dal tribunale della città. L'incendio ha distrutto il magazzino, cinque auto che vi erano custodite dentro e altre due vetture parcheggiate fuori insieme a una moto.

Inoltre il rogo si era esteso in pochi minuti fin quasi alle mura della palazzina adiacente dove abitano i proprietari dell'officina meccanica, i fratelli Massimo e Claudio Amarù che dopo aver sentito un forte boato sono accorsi in strada. Le fiamme già divampavano e solo l'intervento dei vigili del fuoco è riuscito a placarle.

Le indagini sono condotte dai carabinieri di Gela che propenderebbero per la pista legata al racket delle estorsioni, quindi dolosa, anche se i titolari dell'attività hanno detto di non aver mai subito minacce, né tantomeno richieste di denaro.

Sul posto gli investigatori mentre gli inquirenti hanno disposto tutti i rilevi del caso, anche di natura tecnica per risalire con precisione alla natura del rogo.

Il presidente dell'associazione antiracket di Gela Renzo Caponetti intanto ha espresso tutta la sua solidarietà ai fratelli Amarù.

(Nel video in alto: arresti per pizzo - Gela, luglio 2012)

carabinieri

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