Annamaria Franzoni chiede l'affidamento in prova

franzoni

Annamaria Franzoni, condannata in via definitiva per l'omicidio del figlio Samuele, 3 anni, avvenuto nella loro abitazione di Montroz, Cogne, a gennaio del 2002, ha chiesto l'affidamento in prova ai servizi sociali. La procura generale di Bologna si è espressa in senso negativo rispetto all'istanza della donna. La Franzoni è agli arresti domiciliari nella casa di Ripoli Santa Cristina, nel bolognese, dal 26 giugno 2014, da quando cioè il giudice la fece uscire dal carcere della Dozza.

La richiesta di affidamento ai servizi sociali della donna è stata discussa ieri mattina davanti al tribunale di Sorveglianza di Bologna, la decisione è attesa entro tra qualche giorno. La Franzoni venne condannata a 30 anni in primo grado, pena ridotta a 16 anni in appello per le attenuanti generiche, verdetto poi confermato nel 2008 dalla Cassazione. La donna, che oggi ha 45 anni, in carcere è stata effettivamente per un periodo di 6 anni.

Ieri Annamaria Franzoni non era presente in aula. I suoi legali, Paola Savio, Lorenzo Imperato e Cristiano Prestinenzi, hanno allegato alla richiesta di affidamento la documentazione sul luogo in cui svolgere l'attività in prova sul quale c'è la massima riservatezza. "Le relazioni sono molto positive" secondo quanto detto all'agenzia Ansa dall'avvocato Savio.

Cogne: per Annamaria Franzoni confermati gli arresti domiciliari

28 aprile 2015

ore 18:20 E' già arrivata la decisione del tribunale di Sorveglianza di Bologna: Annamaria Franzoni resta ai domiciliari. Il presidente del tribunale non ha ritenuto necessario cambiare il regime di detenzione della donna, che dunque non andrà in carcere.

Aggiornamento 28 aprile 2015, ore 14:50. Si è tenuta oggi, in tribunale a Bologna, l'udienza per discutere della proroga della detenzione domiciliare per Annamaria Franzoni. Il procuratore generale Attilio Dardani ha espresso parere favorevole alla proroga dei domiciliari.

La decisione di Francesco Maisto, presidente del tribunale di Sorveglianza di Bologna, è attesa nei prossimi giorni.

Annamaria Franzoni ha scelto di non essere in aula oggi. A rilasciare alcune dichiarazioni i legali della donna, che hanno raccontato la sua vita a casa: "È entrata in un tran tran domestico che peraltro era quello che voleva. Quindi è contenta, segue i suoi figli, fa la mamma, cucina, lavora: insomma una persona normale", ha detto il suo legale Paola Savio, che si è mostrata ottimista in vista della decisione del tribunale di Sorveglianza.

Annamaria Franzoni nel 2002 ha ucciso il figlio Samuele, venendo condannata in secondo grado a 16 anni di reclusione, pena confermata anche dalla sentenza della Cassazione.

(A.G.)

Cogne: Annamaria Franzoni potrebbe tornare in carcere


Aggiornamento 28 febbraio 2015, ore 9:30

. Annamaria Franzoni, la donna condannata per l'omicidio del figlio di 3 anni, nel 2002 a Cogne, potrebbe tornare in carcere.

La Corte di Cassazione ha depositato le motivazioni della decisione con cui ha rimandato al vaglio della magistratura di sorveglianza il regime detentivo a cui è sottoposta la Franzoni che nonostante non sia più giudicata pericolosa dagli ermellini, potrebbe non godere più della detenzione domiciliare che le è stata concessa a giugno scorso in virtù delle norme che favoriscono la convivenza tra madri detenute che hanno scontato almeno un terzo della pena e i figli che non hanno ancora compiuto i 10 anni.

La Corte di Cassazione nelle motivazioni di rinvio delle decisione alla magistratura di sorveglianza ha ricordato che il figlio minore della Franzoni ha compiuto da tempo i dieci anni. Ne ha infatti dodici. I giudici di Bologna dovranno quindi valutare adesso se esistono ancora le condizioni perché la donna, condannata a 16 anni per il delitto del figlioletto Samuele, possa rimanere ai domiciliari. L'ordinamento penitenziario richiede che passata la soglia di età di 10 anni per i figli, le donne condannate debbano scontare la metà della pena e non solo un terzo per ottenere poi i domiciliari.


Il legislatore ha articolato un doppio regime normativo, l'uno per regolare l'ipotesi di figli di età inferiore a dieci anni, l'altro per regolare l'ipotesi di figli di età superiore, differenziazione del tutto logica, perché finalizzata a contemperare le esigenze perseguite dalla legge con quelle di non eludere del tutto la pretesa punitiva dello Stato e le finalità proprie della espiazione della pena

argomentano i giudici della Cassazione nella sentenza 8860, giudici che nell'estate scorsa non avevano accolto le obiezioni della procura generale della corte d'appello di Bologna secondo cui:


“la Franzoni è ancora pericolosa secondo quanto emerso dalle relazioni in atti in quanto manifesta sentimenti esibizionistici e bisogni di centralità, narcisismo, in realtà non compatibili con la capacità di provvedere alla cura ed all'assistenza dei figli”.

Ieri la suprema corte ha annullato l'ok alla detenzione domiciliare e rinviato la decisione sul destino della Franzoni al tribunale di sorveglianza.

Cogne, Cassazione: "Da rivedere i domiciliari ad Annamaria Franzoni"

11 febbraio 2015

Giunta la sentenza della Cassazione prevista per oggi, che ha deciso di "rivedere l'approvazione dei domiciliari ad Annamaria Franzoni". La donna era ai domiciliari dal 26 giugno 2014, ma non nella sua abitazione: lo aveva deciso il Tribunale di Sorveglianza di Bologna.

La decisione è stata presa dalla Prima sezione penale della Cassazione presieduta da Renato Cortese. La Cassazione ha accolto il ricorso della Procura di Bologna contro la concessione della detenzione domiciliare in favore di Anna Maria Franzoni, condannata nel 2008 a 16 anni di reclusione. Ora il tribunale  dovrà riesaminare la sua decisione.

Carlo Taormina chiede i soldi della parcella ad Annamaria Franzoni


Aggiornamento mercoledì 2 luglio 2014

- Carlo Taormina, colui che per sei anni ha difeso Annamaria Franzoni, ieri, intervenendo alla trasmissione radiofonica La Zanzara, su Radio 24, ha detto che la donna deve ancora dargli i soldi della parcella che ora ammonta a circa un milione di euro.

Contro la Franzoni e il marito Stefano Lorenzi Taormina ha intentato una causa civile per il saldo degli onorari per una somma di 771mila euro, ma adesso con gli interessi la cifra da saldare è di un milione.

L'avvocato ha detto:

"È stato giusto far uscire la Franzoni, da lei aspetto ancora i soldi della parcella. Se è uscita, lavora, e può guadagnare. Sei anni non sono pochi. E gli altri che passeranno saranno ai domiciliari con la limitazione che non potrà uscire da Bologna. Lo vedremo se non riavrò quei soldi. Ora mi può pagare meglio, ha quattro ore di libertà al giorno per poter lavorare. Erano 800mila euro, ma siamo arrivati vicini al milione di euro con gli interessi. È tutto nelle mani dei magistrati"

Cogne, Annamaria Franzoni è arrivata a casa


Giovedì 26 giugno 2014

18.52 Annamaria Franzoni è arrivata alle 18.34 nella sua casa a Ripoli Santa Cristina. Era in auto con la sua migliore amica, Elisabetta Armenti. Ha evitato l'incontro con i giornalisti entrando da un ingresso laterale. Dietro di lei, c'era un'auto dei Carabinieri.

Aggiornamento 26 giugno, ore 12.05: Annamaria Franzoni è stata ammessa ai domiciliari. È stata accolta l'istanza della difesa. A 12 anni di distanza dal fatto, i giudici ritengono non ci sia più pericolo che la donna commetta un altro crimine. Lascerà il penitenziario già nella giornata di giovedì. La donna però non potrà tornare a Cogne: i giudici infatti le proibiscono di mettere piede nel Comune della Val d’Aosta dove fu commesso l’omicidio del figlio.

Annamaria Franzoni, condannata in via definitiva per l'omicidio del figlio di 3 anni, non è più pericolosa. Così secondo l'integrazione di perizia psichiatrica del tribunale di sorveglianza di Bologna. Oggi si terrà l'udienza per decidere se la donna possa usufruire o meno della detenzione domiciliare.

"Dopo poco più di 12 anni dal fatto si può sostenere che non vi sia il rischio che si ripeta il figlicidio, come descritto nella sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Torino"

si legge nell'integrazione della perizia psichiatrica-criminologica del professor Augusto Balloni, secondo cui:

"Una tale costellazione di eventi oggi non è più riscontrabile".

Il supplemento di perizia era stato depositato nei giorni scorsi. Per Balloni la donna condannata a 16 anni per l'omicidio del figlio Samuele - ucciso la mattina del 30 gennaio 2002 nella villetta di famiglia a Cogne - può essere risocializzata attraverso una terapia ad hoc e ai servizi sociali.

Annamaria Franzoni:

"è stata descritta con le seguenti caratteristiche di personalità: disturbi dell'adattamento con umore depresso, facilità al pianto con ansia, preoccupazione ed irrequietezza, egocentrismo, tratti di narcisismo con idee dominanti e problemi legati all'interazione con il sistema giudiziario"

Di certo la donna:

"correrà rischi di incontrare difficoltà, frustrazioni, contrasti ambientali e altri avvenimenti che potranno incidere sul suo comportamento, che potrebbe caratterizzarsi per condotte devianti".

Ma la psicoterapia interverrà per:

"rimuovere i disturbi esistenti e cambiare i comportamenti"

e quindi:

"neutralizzare i rischi di future condotte devianti e/o antigiuridiche e quindi la pericolosità sociale generica"

Questo sempre secondo la perizia. Oggi sapremo se per la donna si apriranno la porte del carcere.

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