Il pentito Antonio Iovine: 250mila euro per "comprare" un giudice

Con tale cifra si poteva aggiustare un processo per duplice omicidio. L'ex boss dei Casalesi: esisteva una "struttura che girava per il tribunale di Napoli" per corrompere i giudici.

Continuano a far discutere le rivelazioni, tutte da accertare, del super boss dei clan dei Casalesi Antonio Iovine, arrestato nel 2010 dopo 15 anni alla macchia. 'O ninno di recente ha saltato il fosso avviando la sua collaborazione con la giustizia. Da Iovine i magistrati si attendono che scoperchi il sistema di potere dei casalesi, gli agganci nella politica e nelle istituzioni del clan, e a tremare ora non sono in pochi.

Il neo pentito questa volta parla di giudici e sentenze comprate e dice che servivano 250mila euro per ottenere un verdetto favorevole, per aggiustare un processo d'appello per un duplice omicidio.

L'Ansa scrive che Antonio Iovine, secondo l'interrogatorio depositato oggi dagli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia, ha dichiarato che il suo ex avvocato Michele Santonastaso, già detenuto per un'altra inchiesta, gli riferì che serviva quella somma, da versare poi a un giudice e a un avvocato, per essere assolto in appello dall'imputazione di duplice omicidio.

Il collaboratore di giustizia avrebbe raccontato che esisteva una "struttura che girava per il tribunale di Napoli" e che serviva proprio per corrompere la magistratura giudicante.

I casi di presunta corruzione dei giudici appresi dalla voce di Iovine sarebbero già stati trasmessi alla procura di Roma, competente sui magistrati della procura di Napoli.

Italian policemen celebrate as they esco

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail