Assassinio di Federica Giacomini, arrestato il presunto omicida

L'arrestato, Franco Mossoni, si sarebbe spacciato per biologo per abbandonare il corpo sul fondo del lago


1 luglio È stato arrestato con l'accusa di essere il responsabile dell'uccisione di Federica Giacomini il 55enne bresciano Franco Mossoni. L’uomo, ex fidanzato della pornostar trovata morta alcuni giorni fa in fondo al lago di Garda, è accusato di aver ucciso la donna e poi di aver fatto sparire il suo corpo. L’ordinanza, emessa dal gip di Vicenza Stefano Furlani, è stata notificata a Mossoni nell’ospedale giudiziario di Reggio Emilia, dove si trova rinchiuso.

Il presunto omicida, infatti, aveva fatto irruzione, la scorsa primavera, all’ospedale San Bartolo di Vicenza vestito da Rambo. Mossoni e la Giacomini avevano avuto nei mesi precedenti una relazione molto tormentata. L'arresto è scattato non appena gli esami medico-legali hanno confermato che il corpo ripescato il 17 giugno nel lago di Garda apparteneva effettivamente alla Giacomini. Mossoni ha alle spalle una condanna per omicidio compiuto negli anni '80 quando nel bresciano aveva ucciso un rivale in amore.

Secondo gli inquirenti, la donna sarebbe stata uccisa già tra gennaio e febbraio, subito dopo la scomparsa. Mossoni si è poi spacciato per un biologo incaricato di depositare sul fondale del lago un congegno di rilevazione e ha convinto un barcaiolo a farsi accompagnare. In realtà l'uomo ha deposto nel lago i resti della Giacomini, appena uccisa con violenti colpi alla testa, in un sacco camuffato con antenne e pulsanti

Trovato il cadavere di Federica Giacomini


19.05

: anche la Questura di Vicenza ha confermato che i resti umani appartengono a Federica Giacomini. Nonostante l’avanzato stato di decomposizione, le sembianze del volto - e lo stato di conservazione del naso in particolare - hanno permesso di accertare che si tratta proprio della prostituta svanita nel nulla a febbraio. Il suo ex convivente, Franco Mossoni, risulta indagato per omicidio.

16.20: Paolo Mele, avvocato della famiglia Federica Giacomini, conferma che i resti trovati apparterebbero proprio alla donna.

Al di là dell'accertamento di natura biologica e dell'approfondimento genetico, per la conoscenza che ho della persona, salvo che non sia una sosia, per me è più che verosimile che sia Federica. Ho assistito perché mi interessava sapere se dentro quel sacco ci fosse un corpo umano, se questo corpo era di sesso femminile, come nel caso di specie lo è, e soprattutto se poteva verosimilmente essere Federica Giacomini. Purtroppo queste mie tre attese sono state soddisfatte.

Lo ha rivelato l’avvocato Mele alla stampa all’uscita dell’Istituto di Medicina di Padova, dove i resti sono stati portati subito dopo il ritrovamento. Sarà l’esame autoptico a confermare che si tratta proprio di Federica Giacomini e accertare le cause del decesso.

Aggiornamento 18 giugno, 15.20: potrebbero essere necessarie diverse settimane, forse mesi, per scoprire l’identità del corpo rinvenuto sul fondo del lago di Garda, quello che si suppone possa appartenere a Federica Giacomini. Il cadavere, in avanzato stato di decomposizione, era rinchiuso in una bara di plastica gettato nel lago dall’assassino con l’aiuto di un barcaiolo di Castelletto di Brenzone, che si è fatto avanti in queste ore raccontando di aver agito non sapendo cosa contenesse quella bara.

L’uomo ha riferito agli inquirenti di esser stato avvicinato, nel febbraio scorso, da una persona che si è spacciata per biologo e ha chiesto in affitto un’imbarcazione con la scusa di dover effettuare degli esperimenti. Il finto biologo ha chiesto di essere accompagnato in un punto preciso del lago e una volta lì si è fatto aiutare dall’uomo a scaricare in acqua quella che a tutti gli effetti sembrava una cassa da utilizzare per rilievi, con tanto di pulsanti e antenne.

I sospetti sono tutti concentrati sull’ex compagno della donna, Franco Mossoni, che sarebbe stato avvistato più volte, in quel periodo, nella zona di Castelletto. Un altro particolare sta convincendo gli inquirenti di questa ipotesi: l’auto dell’uomo, prontamente sequestrata, era priva di sedile anteriore, presumibilmente tolto dall’uomo per poter caricare la bara.

Si tratta di supposizioni ancora in corso di verifica, così come è ancora da chiarire se i resti rinvenuti appartengano effettivamente a Federica Giacomini, conosciuta anche come Ginevra Hollander. L’involucro, prontamente portato a una temperatura di -80 gradi, è stato trasferito all'Istituto di Medicina legale di Padova, dove sarà analizzato a breve. Per i primi risultati, però, ci vorrà del tempo.

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Potrebbero essersi concluse oggi, nel più tragico dei modi, le ricerche di Federica Giacomini, la pornostar bresciana conosciuta come Ginevra Hollander, svanita nel nulla nel febbraio scorso da Brescia, dove risiedeva insieme al compagno Franco Mossoni.

Oggi un cadavere è stato rinvenuto nel lago di Garda tra Brenzone e Malcesine e secondo le prime indiscrezioni si tratterebbe proprio di Federica Giacomini, ma si attendono i riscontri della scientifica per avere la certezza.

La donna, lo ricordiamo, conviveva da tempo con Mossoni, in passato condannato per omicidio e dal febbraio scorso rinchiuso in un ospedale psichiatrico dopo aver fatto irruzione all’ospedale San Bortolo vestito da Rambo e impugnando armi giocattolo.

In casa dell’uomo gli agenti hanno recuperato un armamentario di balestre e coltelli, prontamente finito sotto sequestro insieme alla sua auto. Il sospetto è che sia stato proprio Mossoni a uccidere Federica Giacomini e disfarsi del cadavere nel tentativo di sbarazzarsi di ogni prova a lui collegata.

Le operazioni di recupero del corpo sono ancora in corso. Maggiori dettagli saranno diffusi nel corso delle prossime ore.

Ginevra Hollander

Foto | Facebook

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