Un giorno in pretura puntata 7 giugno 2014: l'omicidio di Michele Orsi

Nell'ultima puntata di stagione, un processo contro la camorra per un delitto legato alle vicende della Terra dei fuochi.

Sabato sera è andata in onda l'ultima puntata di questa stagione di Un giorno in pretura, che tornerà con nuovi episodi in autunno. La puntata è stata dedicata al processo per l'omicidio dell'imprenditore Michele Orsi, 47 anni, ucciso il 1 giugno 2008 a Casal di principe in un agguato di stampo camorristico. L'uomo lascia una moglie e 4 figli, la più piccola di soli 4 anni.

Subito le indagini si indirizzano nei confronti di Giuseppe Setola, esponente di spicco della criminalità organizzata del luogo, anche perché Orsi, impredintore insieme al fratello nel ramo dello smaltimento rfiuti, dal 2007 aveva iniziato a collaborare con gli inquirenti, dopo essere stato arrestato per presunti rapporti con la Camorra.

In aula vengono ascoltati non solo i carabinieri intervenuti sul luogo dell'agguato, fuori da un bar di Casal di Principe, ma anche la giovane ex fidanzata del figlio maggiore della vittima, che si trovava con lui a passare vicino al luogo dell'agguato, poco dopo il fatto. La ragazza, "istigata" dal fidanzato e dalla madre di lui, aveva infatti in un primo momento accusato Giuseppe Setola, affermando di averlo visto sul posto, per poi ritrattare.

La testimonianza della giovane, piena di contraddizioni, è l'esempio di come, in quelle zone, sia difficile esporsi e collaborare alle indagini.

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Le indagini delle forze dell'ordine portano comunque a individuare cinque responsabili per l'omicidio di Orsi, tra mandanti ed esecutori: il boss Giuseppe Setola, Alessandro Cirillo, Giovanni Letizia, Massimo Alfiero, Mario Di Puorto e Domenico Luongo. Sono loro ad essere imputati nel processo che si tiene davanti alla Corte d'Assise di Santa Maria Capua Vetere.

La vittima avrebbe dovuto essere ascoltata in un processo sulle Eco-mafie, poco dopo il delitto. Questo, quindi, il movente che ha portato alla sua morte. Tutti gli imputati sono stati condannati all'ergastolo, in primo grado, sentenza confermata in appello e Cassazione per Setola e Cirillo, mentre per gli altri tre imputati, esecutori materiali, si è arrivati a una pena di 30 anni.

Un giorno in pretura torna quindi in autunno e si inizierà proprio da un altro processo che riguarda un boss della Camorra, Francesco Bidognetti, per le minacce alla giornalista del Mattino Rosaria Capacchione e a Roberto Saviano.

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