Expo 2015, la procura di Milano punta al giudizio immediato

Per i sei arrestati si profila il rito abbreviato. La Procura di Milano vuole correre

Per i sei arrestati dalla procura di Milano nell'ambito della maxinchiesta sulla corruzione negli appalti per l'ExPo 2015 si profila un processo che potrebbe essere in tempi brevissimi: la procura di Milano infatti starebbe ipotizzando di chiedere il giudizio immediato per l'ex Dc Gianstefano Frigerio, per l'ex funzionario Pci Primo Greganti, per l'ex senatore Pdl Luigi Grillo, per l'ex Udc-Ncd Sergio Cattozzo, per l'ex manager Expo Angelo Paris e per l'imprenditore Enrico Maltauro arrestati nell'inchiesta sulla «cupola degli appalti».

Un rito abbreviato in nome di quel "fate presto" chiesto a gran voce dalla politica e dal governo, nel tentativo di cercare di mettere una grossa pezza su un evento, l'ExPo2015 di Milano, che era e resta a rischio.

L'istanza per la richiesta di rito abbreviato è al vaglio dei pm Claudio Gittardi e Antonio d'Alessio ai quali Maltauro, Paris e Cattozzo, con i loro interrogatori, hanno confermato il quadro accusatorio e il sistema di illegalità ricostruito dalle indagini. Gli approfondimenti e gli ultimi riscontri, probabilmente entro la settimana, potrebbero dunque far propendere la procura per un giudizio immediato.

I sei dirigenti sono in carcere oramai da quasi un mese, accusati a vario titolo di numerosi illeciti amministrativi che riguardano gli appalti Expo, Sogin e Città della salute. La prossima settimana la procura potrebbe rendere nota la decisione sul rito del processo: i pm interrogheranno ancora Cattozzo e stanno anche valutando di convocare alcuni imprenditori indagati nella stessa inchiesta.

Nel frattempo, sul fronte "cautelativo", l'ad di Expo Giuseppe Sala ha invocato non più controlli ma più efficaci, invocando per l'ennesima volta i pieni poteri per il commissario Raffaele Cantone, che da Napoli ha illustrato un quadro sibillino sugli appalti dell'ExPo.

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