Scicli, netturbini ai vertici della cosca mafiosa: 5 arresti

I 5 vertici del clan sono stati arrestati, mentre altre sei persone risultano indagate a piede libero.

FRANCE-DUSTMAN

Lavoravano come operatori ecologici a Scicli, alle porte di Ragusa, ma erano in realtà ai vertici della locale cosca mafiosa. Sono cinque le persone finite in manette stamattina nel paesino che in passato ha ospitato i set della fiction televisiva sul Commissario Montalbano.

Cinque persone che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avevano di fatto preso il controllo della ditta incaricata di raccogliere i rifiuti urbani per il comune di Scicli, un passo fondamentale verso l’insediamento in tutto il tessuto socio-economico del paese.

L’azione del clan non è passata inosservata e stamattina è scattata l’operazione denominata Eco, condotta dai carabinieri del comando provinciale di Ragusa. Il gruppo criminale, lo rivelano proprio gli inquirenti, si stava

insediando nel tessuto socio-economico di Scicili per assumere il predominio delle attività criminali nel territorio e infiltrarsi nelle attivià d'impresa, attraverso violenze e pesanti intimidazioni.

Tra queste azioni violente c’erano comportamenti tipici della criminali organizzata: recapito di proiettili, telefonate con minacce di morte, danneggiamenti vari e contenitori di benzina lasciati davanti alle aziende che provavano a ribellarsi.

I 5 vertici del clan sono stati arrestati. Si tratta di Franco Mormina, 45 anni, suo figlio Ignazio, di 26 anni, e suo fratello Gianni, di 46, Ugo Lutri, di 54 anni, e Giacomo Fidone, di 45 anni. Quest’ultimo si trovava già in carcere quando gli è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare. Altre sei persone risultano indagate a piede libero.

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