Milano, omicidio di Maria Teresa Procacci: arrestato in Libano il fratello Pasquale

L'uomo è stato arrestato oggi in Libano dopo 12 giorni di latitanza.

arresto-carcere


E’ durata una manciata di giorni, 12 per l’esattezza, la fuga di Pasquale Procacci, il 69enne condannato a 30 anni di carcere in appello per l’omicidio della sorella Maria Teresa, trovata morta a Milano il 28 aprile 2009 in una Hyundai blu parcheggiata in viale Sarca, a nord della città.

Procacci si trovava in libertà quando, lo scorso 19 maggio, è stata emessa la sentenza d’appello, che confermava in pieno quella del primo grado. Quando, poche ore dopo la lettura del dispositivo, la Corte d'assise d'appello di Milano ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere ci si è resi conto che l’uomo risultava irreperibile.

L’uomo, in previsione della condanna e del conseguente arresto, si era già dato alla fuga, riuscendo a raggiungere la Francia prima che venisse emessa l’ordinanza. Da lì, in aereo, è andato in Libano e pochi giorni dopo, il 23 maggio, è stato localizzato dalle autorità che hanno prontamente attivato un canale di comunicazione in tempo reale con i colleghi libanesi.

Stamattina gli agenti locali hanno bloccato Procacci a Beirut e fatto scattare le manette in esecuzione del mandato d’arresto internazionale emesso nei giorni scorsi.

L’estradizione tra il Libano e l’Italia - Marcello Dell’Utri ne sa qualcosa - è regolata da un accordo bilaterale firmato il 10 luglio del 1970 e ratificato dalla legge 87/1974 entrata in vigore il 17 maggio 1975, quindi sarà solo questione di tempo prima che Pasquale Procacci venga rimpatriato in Italia per iniziare a scontare la pesante condanna per l’omicidio della sorella, maturato per questioni di eredità.

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