Firenze, prostituta "crocifissa": Riccardo Viti condannato a 20 anni di carcere

Riccardo Viti si dice desolato per l'atto compiuto, sostiene che non voleva uccidere ma per i pm è un "sadico sessuale" lucido e calcolatore.

riccardoviti

19.15 - "Quello che è successo mi addolora e chiedo umilmente perdono alla famiglia di quella persona" aveva detto Viti prima del verdetto. L'uomo, giudicato con il rito abbreviato che permette lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna, aveva voluto rilasciare dichiarazioni spontanee prima che il gup si ritirasse per decidere. Il giudice ha disposto provvisionali da 30mila euro per i familiari della vittima e di 10 mila euro per le altre parti civili. Il compagno
di Andreea Cristina Zamfir commenta amaro: "Non si può dare 20 anni a uno che ha ammazzato in questo modo. È poco, siamo delusi" dice il 36enne Yean Ion Manta.

17.30 - La sentenza è arrivata: Riccardo Viti è stato condannato a 20 anni di carcere per l’omicidio di Andreea Cristina Zamfir. Bisognerà attendere, come al solito, le motivazioni della sentenza.

16.10 - È stata chiesta la condanna all’ergastolo per Riccardo Viti, l'idraulico 56enne accusato di aver violentato, seviziato e quindi provocato la morte di Andreea Cristina Zamfir, la prostituta di 26 anni trovata cadavere il 5 maggio 2014 sotto un cavalcavia dell’A1 a Ugnano (Firenze) legata una sbarra come fosse crocifissa. Viti deve rispondere anche di altri cinque presunte violenze ai danni di altrettante squillo avvenuti tra il 2011 e 2014 tra Firenze e Calenzano.

Secondo il pm Eligio Paolini Viti è “Un sadico sessuale” e “un lucido calcolatore. Viti sapeva che quello che faceva era pericoloso e che gli strumenti usati potevano provocare alle vittime lesioni gravissime”. L'uomo - ha detto il pm nella sua requisitoria - è sempre stato “estremamente lucido” infatti dichiarava agli inquirenti “di essere pentito e di trovare conforto solo nella fede” ma “contemporaneamente manipolava la situazione chiedendo l’accesso in carcere a un notaio per effettuare una permuta tra un bene da lui posseduto e un bene di valore minore, per sottrarre alle parti civili la garanzia di avere un risarcimento”.

L'imputato che legò con del nastro adesivo la donna alla staccionata dopo averla seviziata, lasciandola poi morire per le lesioni provocate si dice ora "desolato; sono purtroppo responsabile di questa morte, ma non ho mai avuto nemmeno l’idea di uscire di casa e uccidere una persona. Non mi sono mai sognato che quella persona potesse morire. Chiedo umilmente perdono. Sono affranto per quello che è successo”.

Donna crocifissa: il killer di Ugnano scrive alla madre della vittima

23 maggio 2014

Riccardo Viti, l'artigiano arrestato per l'omicidio della giovane romena Andreea Cristina Zamfir, trovata crocifissa a una sbarra la mattina del maggio corso a Ugnano (Firenze), in una zona frequentata da prostitute, ha scritto una lettera alla madre della vittima chiedendo perdono.

Il 55enne ha inviato la missiva dal carcere di Sollicciano (FI) dove è rinchiuso. Alla mamma della ragazza Viti dice:

"Non sono ciò che vogliono descrivermi, cioè un serial killer, ma una persona che quella maledetta notte ha perso il controllo della situazione e che non avrebbe mai pensato e voluto che la ragazza morisse. Vorrei farle sapere quanto sono costernato per la perdita che le ho causato".

Strategia difensiva, in vista del processo, o vero pentimento? I contenuti della lettera sono stati anticipati dalla trasmissione di Rete4 Quarto grado, la cui ultima puntata della stagione sarà seguita come di consueto con il nostro liveblogging.

La lettera scritta da Viti porta la data del 19 maggio, due settimane dopo l'omicidio:

"Non ho mai ucciso nessuno perché rispetto la vita di tutte le persone e questo rende ancora più pesante la mia pena. Non voglio più aggiungere nulla perché capisco che le risulterà difficile leggere questa lettera. Era doveroso per me spiegarle chi è la persona che ha ucciso sua figlia e l'unico modo era quello di dirle la verità e cioè che mai avrei pensato potesse accadere ciò che è accaduto".

Viti è accusato di aver seviziato in passato anche altre prostitute prima di provocare la morte di Andreea Cristina Zamfir, di 26 anni. A facilitare l'arresto dell'uomo è stata la buona memoria di un poliziotto che qualche anno fa aveva fermato Viti dopo un litigio con una squillo.

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