Cagliari: uccise e fece a pezzi la convivente, arrestato dopo 18 anni

L'uomo, condannato all'ergastolo, era riuscito a simulare di essere morto in un incidente stradale.

Quel che rimaneva del cadavere di Anila Hetay, 24enne albanese uccisa e fatta a pezzi nel 1996, venne trovato il 5 ottobre di quell'anno nel frigorifero di una casa di campagna di Flumini di Quartu, in provincia di Cagliari.

Dell'omicidio venne subito sospettato il convivente della donna, David Lekay, suo connazionale dall'indole violenta che aveva costretto la donna alla prostituzione. L'uomo si era reso improvvisamente irreperibile, firmando così la sua ammissione di colpa.

Secondo le indagini della polizia Lekay, che all'epoca aveva 28 anni, aveva percosso a morte la donna nel corso di uno degli ennesimi episodi di violenza che la vittima subiva: le conseguenza delle botte prese questa volta erano state così gravi da causarne il decesso per shock traumatico, come appurato dai successivi esami medico-legali.

Ora, a distanza di 18 anni la svolta. Lekay infatti non solo era riuscito a dileguarsi ma anche a simulare di essere morto in un incidente stradale in Albania. Praticamente non lo cercava più nessuno, almeno nel suo Paese.

La squadra mobile della polizia di Cagliari però non aveva affatto archiviato quel caso accertando che Lekay nel 2001 era vivo e vegeto in Albania. A febbraio 2013 a carico del ricercato è stato emesso finalmente un mandato di arresto europeo.

Grazie al lavoro investigativo proseguito sotto traccia in questi anni, due giorni fa gli investigatori hanno identificato e arrestato l'uomo a Durazzo dopo averlo sottoposto all'esame delle impronte digitali. Ora lo attende una condanna all'ergastolo che gli era stata inflitta in contumacia.

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