Caso Aldrovandi: il Sap "errore giudiziario". Patrizia Moretti: "Non dialogo con gli assassini: via la divisa"

Cinque minuti di applauso per gli agenti che hanno ucciso Federico Aldrovandi. Alfano annulla l'incontro con il Sap e incontra Patrizia Moretti

20.05 - Patrizia Moretti è stata ricevuta al Viminale dal ministro dell'Interno Angelino Alfano e dal capo della Polizia Alessandro Pansa. Nel tardo pomeriggio il Presidente della Repubblica Napolitano ha inviato alla donna una lettera nella quale ha espresso vicinanza ed empatia con la famiglia Aldrovandi:

"Cara Signora, desidero lei sappia - anche se può averlo facilmente intuito - che condivido pienamente le posizioni prese dal Ministro dell'Interno e dal Presidente del Consiglio per quella che quest'ultimo ha definito 'un'indegna vicenda'. E comprendo quanto dolore essa le abbia procurato. Sono anche certo che la gran parte delle forze di polizia comprenda quanto sia stato fuorviante quel comportamento. Affettuosamente."

Anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, nel corso della conferenza stampa a margine del Consiglio dei Ministri di oggi, ha espresso vicinanza alla donna:

"L'atteggiamento di ieri al congresso del Sap è stato inaccettabile e ha portato disonore a migliaia di divise di donne e uomini che fanno questo lavoro."

ha detto il capo del governo. Un atteggiamento duro nei termini ma, come spesso in passato, morbido nei fatti: nella vita vera gli agenti riconosciuti colpevoli della morte di Federico Aldrovandi e condananti per questo restano in servizio. E' quanto detto oggi dalla stessa Patrizia Moretti, nella conferenza stampa di stamattina al Senato: gli attestati di solidarietà lasciano, purtroppo, il tempo che trovano.

E' la battaglia che questa famiglia conduce ogni giorno contro i soprusi di chi viene tutelato dallo Stato, nonostante ne abbia macchiato l'onorabilità (e questo succede indipendentemente dallo stato di servizio: se sei un omicida lo sei anche con un curriculum da campione mondiale dell'Antimafia), mentre le vere vittime sono costrette agli appelli, alle urla mediatiche pur di tenere viva la dignità, la memoria, la verità.

La solidarietà lascia il tempo che trova: quando all'assemblea del Sap i convenuti hanno applaudito per cinque minuti i colleghi i parlamentari Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri, e la parlamentare europea Lara Comi, non hanno battuto ciglio ed anzi oggi hanno preferito il silenzio al quotidiano chiasso da campagna elettorale. Un silenzio che pesa come quell'applauso, ed anche questo è venuto fuori questa mattina in conferenza stampa al Senato. Sono queste le cose che un governo "rottamatore" non deve e non può tollerare, come anche il capo della Polizia Pansa, che propone (al convegno del Sap di ieri, tra l'altro applauditissimo) un vero e proprio "patto sociale" che renderà "non più necessario" il dibattito sul numero di identificazione degli agenti in antisommossa.

Una foglia di fico, quella del numero: le telecamere sulle pattuglie, ad esempio, sono anch'esse un tema troppo poco dibattuto, così come poco dibattuta è la difesa a riccio della corporazione, coadiuvata dalla politica delle "mele marce" nel cesto che però, guarda un po', spuntano casualmente un po' in tutto lo stivale: nello stesso modo di Federico Aldrovandi, schiacciato a terra con le mani dietro la schiena coerciso dagli agenti e pestato, è morto anche Michele Ferulli, come anche si teme sia morto di recente l'ex calciatore della primavera viola Riccardo Magherini. Stessa modalità, stessa tragedia, stesse scuse e, purtroppo, stessa solidarietà.

La solidarietà non serve.

14.56 - Nel corso della conferenza stampa convocata con Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, all'indomani del lungo applauso riservato al congresso del sindacato di polizia Sap a tre dei quattro agenti condannati per la morte del giovane ferrarese, il senatore PD Luigi Manconi ha ribadito l'indignazione, anche a nome di una parte del Senato, scatenata ieri dall'applauso tributato agli agenti durante un convegno del sindacato di Polizia Sap. Alla conferenza sono presenti tra gli altri anche Ilaria Cucchi e l'avvocato Fabio Anselmo.

Manconi, generalmente pacato ed accorto nei suoi commenti, non usa mezzi termini ed attacca frontalmente, anche con parole dure, le scusanti e le spiegazioni (poco edificanti) fornite dal Sap sui fatti di ieri; il senatore, presidente della Commissione diritti umani del Senato, ha detto chiaramente di vedere "una parte delle forze dell'ordine malata":

"Quel messaggio di omertà e di difesa corporativa è stata un'offesa condotta non solo alla famiglia di Federico Aldrovandi, ma all'amministrazione della giustizia del nostro Paese. [...] E' segnale di un qualche mutamento nel segno della sensibilità e della consapevolezza che una parte, non irrisoria e insignificante, delle nostre forze di polizia è malata perchè interpreta in senso autoritario e, peggio, violento, il proprio ruolo: è un problema per la società italiana e la democrazia del nostro paese e riguarda noi tutti."

Manconi ha sottolineato i "segnali" positivi, la presa di posizione del premier Renzi, del ministro Alfano e del capo della Polizia Pansa, tuttavia inserita in un contesto di sostanziale omertà nel quale versa l'amministrazione della Polizia di Stato. Patrizia Moretti ha invece stupito tutti i presenti, molti senatori e molti giornalisti, con la sua voce rotta dal peso di una vita drammaticamente dedicata alla verità sulla morte del figlio: una battaglia che è prioritaria persino sul dolore della scomparsa, un dolore che, ha spiegato Moretti, avrebbe dovuto restare privato, ma che è stata costretta a gettare in piazza per dare voce e visibilità alla drammatica vicenda del figlio.

Non attaccando indiscriminatamente questo o quello spauracchio, Patrizia Moretti mostra una compostezza ed una dignità che andrebbero insegnate nelle accademie di Polizia: la donna non chiede mai vendetta ma giustizia sulle responsabilità personali degli agenti colpevoli della morte di Federico Aldrovandi, tornati in servizio.

"Mi sottraggo al dialogo malato con gli assassini di mio figlio con chi vuole fare prove di forza. Non voglio più parlare con loro. La parola ora deve passare alla politica e alle istituzioni [...] Queste persone hanno disonorato la divisa e andavano radiate e, come ripeto da tempo, va introdotto il reato di tortura. Chi è diventato il presidente del Sap al congresso di ieri ha fatto della vicenda di mio figlio la propria campagna elettorale, portando i delegati ad applaudire. [...] Quello che chiedo, anche per i poliziotti onesti, è che la loro voce si sollevi insieme alla mia, vorrei che questa diventasse voce pubblica."

accusa compostamente Patrizia Moretti, mostrando una forza d'animo enorme. La richiesta di Patrizia Moretti non è incentrata su una battaglia personale ma, ed è questo che da forza alla sua battaglia, ad una battaglia per il diritto e la legalità che dovrebbe, ha spiegato in conferenza stampa, interessare in primis proprio alla Polizia, che vede minare la propria integrità in scandali come quello delle violenze sul figlio. Un'integrità che, paradossalmente, si mostra unicamente con atteggiamenti omertosi degni della peggiore cosca siciliana, con i silenzi assordanti atti a coprire i colleghi che si macchiano il curriculum, spesso integerrimo, con atti gravissimi.

Nel pomeriggio, alle ore 16, Patrizia Moretti incontrerà il capo della Polizia Alessandro Pansa ed il ministro dell'Interno Angelino Alfano.

13.28 - Sta per cominciare la conferenza stampa al Senato con Patrizia Moretti ed il senatore Luigi Manconi.

12.45 - Continuano a montare le polemiche attorno all'applauso di cinque minuti tributato ieri durante il convegno del sindacato di Polizia Sap: il capo della Polizia Alessandro Pansa ci tiene a far sapere di non essere stato presente nel momento dell'applauso, ma in precedenza lui stesso era intervenuto nel corso del convegno, applaudito dai presenti per il suo discorso.

Parlando in merito ai discussi metodi di gestione dell'ordine pubblico il capo della Polizia ha dichiarato:

"Abbiamo ritenuto che la soluzione debba essere quella di un regolamento sulle regole di ingaggio. Abbiamo scelto una strada un po' complessa ma il regolamento è una scelta essenziale, una scelta fondamentale. Tanto è il lavoro che è stato fatto fino ad adesso: siamo quasi agli sgoccioli e, a brevissimo, i sindacati verranno coinvolti per il loro contributo [...] una volta approvato questo meccanismo regolamentare che fissa regole di ingaggio [...] onestamente, ritengo che molti temi come quello dell'identificativo nell'ordine pubblico, cadranno. Non avranno più ragione di essere."

Alessandro Pansa incontrerà Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, oggi pomeriggio; il ministro Alfano ha annunciato la sua possibile presenza all'incontro.

Questa mattina è stato invece il turno del ministro dell'Interno Angelino Alfano, che raramente interviene così nettamente su questioni che riguardano le forze dell'ordine: intervistato al Gr1 Alfano ha parlato di "fatti gravissimi" occorsi ieri al convegno del Sap, confermando di aver deciso di annullare l'incontro con i rappresentanti del sindacato previsto al Viminale venerdì mattina.

"Un gesto gravissimo e inaccettabile, ancor più grave perchè compiuto da uomini che con la loro divisa rappresentano lo Stato e non possono disconoscere il senso di una sentenza passata in giudicato."

ha detto Alfano, scatenando così la reazione dei rappresentanti e dei vertici dello stesso Sap, che parla di "ben altre cause" in relazione alla morte del ragazzo. Così (riporta l'Ansa) il segretario del Sap, Gianni Tonelli:

"Le cause della morte di Aldrovandi sono ben altre. Non è il fermo di polizia la causa e i colleghi li ho applauditi, sì. Non mi nascondo dietro un dito. Considero i colleghi condannati per errore giudiziario e cerchiamo una revisione del processo."

La posizione del ministro sembra tuttavia quella sposata dai vertici politici del Viminale, come il viceministro Filippo Bubbico che parla di fatti gravissimi.

Aggiornamento 30 aprile, ore 10.13 - Mentre monta ancora la polemica sull'applauso tributato ieri al convegno del Sap ai poliziotti condannati per la vicenda Aldrovandi. Dopo la telefonata del premier Renzi a Patrizia Moretti e Lino Aldrovandi, genitori del ragazzo, è stata la volta del capo della Polizia Alessandro Pansa, che ha chiamato la famiglia per prendere le distanze da quel gesto:

"Alla Signora Moretti il Capo della Polizia rivolge i propri sentimenti di vicinanza e di solidarietà, non riconoscendosi in alcun modo in comportamenti che trova gravemente offensivi nei confronti della famiglia Aldrovandi e della società civile che crede nell’operato delle donne e degli uomini della Polizia di Stato."

si legge in un comunicato ufficiale della Polizia di Stato. A riferire della telefonata ricevuta, e a ringraziare, è stata la madre di Federico, Patrizia Moretti. Pansa, che ieri era presente (ed applaudito anch'egli, prima del tributo ai colleghi coinvolti nel caso Aldrovandi) al convegno del Sap; nel suo discorso di ieri il capo della Polizia ha affermato l'inutilità del numero identificativo sulle divise dei poliziotti mentre l'argomento tortura è stato così affrontato:

"E' giusto che nel nostro ordinamento sia prevista una fattispecie del genere ma la lettera della norma deve essere chiara e non deve dare adito ad interpretazioni estensive"

Caso Aldrovandi: al convegno Sap applausi per gli agenti condannati. Renzi chiama la madre del ragazzo

Aggiornamento 22:00 Il premier Matteo Renzi ha chiamato Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, per manifestare "la solidarietà mia, personale e del governo".

Cinque minuti di applausi e standing ovation per tre dei quattro agenti condannati per l'omicidio di Federico Aldrovandi, il ragazzo morto nel 2005 durante un controllo di polizia a Ferrara. È successo stasera a Bologna durante il Congresso nazionale del Sap, il sindacato autonomo di Polizia, a cui hanno partecipato gli agenti Paolo Forlani, Luca Pollastri e Enzo Pontani. Al congresso ha partecipato anche il Capo della Polizia Alessandro Pansa, che però era già andato via al momento dell'applauso.

I tre sono stati condannati in via definitiva per eccesso colposo in omicidio colposo a tre anni e sei mesi, tre anni dei quali coperti dall'indulto. La manifestazione di appoggio e solidarietà è stata ripresa dall'Ansa, che mostra anche le foto della standing ovation dei colleghi, e ha subito suscitato unanime indignazione.

La prima a essere indignata è ovviamente Patrizia Moretti, la madre di Federico: "È terrificante, mi si rivolta lo stomaco" e si rivolge al sindacato di polizia "Cosa significa? Che si sostiene chi uccide un ragazzo in strada? Chi ammazza i nostri figli? E' estremamente pericoloso".

Non è la prima volta che Patrizia Moretti si scontra con i sindacati di polizia. L'anno scorso alcuni agenti erano andati a manifestare proprio sotto la sede in cui lavora la donna, che poi era scesa in strada mostrando la foto del figlio morto.
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