Caso Magherini, richiesta ispezione alla procura di Firenze. Quattro carabinieri indagati

Il caso dell'ex calciatore della primavera viola Riccardo Magherini finisce al Senato. Luigi Manconi (PD) annuncia un'interrogazione parlamentare

Aggiornamento 30 aprile, ore 13.41 - Il senatore Luigi Manconi ed altri hanno presentato richiesta formale di ispezione, da parte del Ministero della Giustizia, presso la procura di Firenze per fare luce sugli atti relativi alla morte di Riccardo Magherini.

"C'è stato un momento in cui un carabiniere l’ha preso per il collo da dietro. In questo momento il ragazzo ha alzato lo sguardo e ha incrociato il mio, o comunque mi ha visto, e ha detto: “scrivete la mia storia”..."

così un testimone oculare citato da Repubblica.it. Sono nuovi ed inquietanti gli elementi che emergono dagli atti dell'inchiesta: 72 testimoni oculari che raccontano all'avvocato Luca Bisori, che ha assistito la famiglia Magherini prima del passaggio di consegne con Fabio Anselmo, una realtà ben diversa da quella fino ad oggi passata per la maggiore.

"Più si divincolava e più, ovviamente, i carabinieri cercavano di bloccarlo dopo pochi minuti sono riusciti a metterlo in ginocchio: uno di loro lo teneva per il collo, un altro gli aveva preso le mani tenendole dietro la schiena, gli altri erano intorno ma era difficile dire esattamente cosa facessero in quella situazione concitata. Da quella posizione lo hanno poi bloccato con la testa piegata verso terra, a contatto di lato con l’asfalto. In questo momento lo hanno ammanettato, mentre uno dei carabinieri continuava a tenerlo alla testa, credo già in quel momento premendogli un ginocchio sul collo."

riferisce un teste. I quattro carabinieri che fermarono la notte tra il 2 e il 3 marzo in Oltrarno il quarantenne Riccardo Magherini sono ora indagat per omicidio preterintenzionale ; oltre a loro il pm Luigi Bocciolini ha iscritto nel registro degli indagati anche i cinque sanitari intervenuti sul posto a bordo di un'ambulanza e poi di un'automedica.

Caso Magherini, le foto della vergogna arrivano in Senato

Riccardo Magherini, 40 anni, è morto a Borgo San Frediano, a Firenze, lo scorso 3 marzo dopo essere stato fermato dai carabinieri.

Il caso è emerso quasi subito e ieri è finito sugli schermi di mezza Italia grazie alla trasmissione "Chi l'ha visto?", un vero servizio pubblico, che se ne è occupata: le urla dell'uomo, che hanno immediatamente fatto il giro delle redazioni di mezza Italia, sono in prima battuta state derubricate alla follia di un tossicodipendente finita in tragedia: attacco di panico causato dall'assunzione di cocaina, questa la tesi seguita fin qui dalla procura.

Forse le cose non stanno esattamente così. E' una storia che vale la pena cercare di ricostruire, per quanto possibile a indagini ancora in corso e a prove già ampiamente inquinate. In questo audio pubblicato da Repubblica.it si sentono le grida dell'uomo invocare aiuto:

Oggi, presso il Senato della Repubblica, si è tenuta una conferenza stampa indetta dal senatore Luigi Manconi (PD, Presidente della Commissione Diritti Umani del Senato), con la presenza dell'avvocato Fabio Anselmo (famoso per essere il legale della famiglia Cucchi, degli Aldrovandi, di Lucia Uva, di Domenica Ferulli e di tanti altri familiari di persone morte in circostanze di sospetta violenza in divisa, e dei familiari di Riccardo Magherini.

E' Andrea Magherini, fratello di Riccardo, a prendere in mano il microfono e raccontare, spiegare, mettere in discussione le cause che hanno portato alla tragica morte del fratello: è una condanna insopportabile quella del fratello, che deve digerire le fotografie (che pubblichiamo qui sotto) di Riccardo, fotografie che confutano l'autopsia eseguita sul corpo del 40enne e che esclude segni di violenza sul corpo di Riccardo.

Secondo alcune testimonianze, due dei quattro carabinieri intervenuti avrebbero dato dei calci a Magherini mentre era a terra, ammanettato a faccia in giù, con le braccia dietro la schiena e a torso nudo: una prassi illegale di esecuzione del fermo, che tuttavia trova diversi riscontri nelle storie raccontate in passato. Così è morto Federico Aldrovandi, così è morto Michele Ferulli, così sembra essere morto Riccardo Magherini:

"Quello che è successo a Magherini ripropone tragedie che sembrano richiamare situazioni simili e comportamenti analoghi a quelli già visti come nel caso di Aldrovandi e di Ferulli. Si teme l'abuso di Stato. Una persona che grida aiuto e una persona in divisa sopra di lui che effettua la cosiddetta azione di contenimento, un termine pudico e ipocrita."

ha detto duramente il senatore Manconi, che parla di evidenze documentate (un video ripreso dall'alto) dei comportamenti illegali da parte delle forze dell'ordine.

Il video girato dall'alto mostrerebbe infatti una verità sconcertante, già confutata (frettolosamente e per questo in maniera sospetta) dall'autopsia e dalla procura di Firenze, che ha aperto un'inchiesta con l'aiuto delle indagini coordinate dai Carabinieri. Un'altra "stortura", seppur classica (controllato e controllore che coincidono, in questo caso indagato ed indagatore), che rischia di tirare per le lunghe la ricerca della verità e della giustizia: al momento, non risultano indagati.

I familiari parlano di un "fermo violento", descrivendo immagini che mostrano la vittima gridare aiuto, un agente che gli monta sulla schiena mentre è a terra, le manette ai polsi. L'arrivo dell'ambulanza, senza un medico a bordo. Un copione tragico che si ripete con una drammatica ciclicità, sempre identico nella sostanza, nell'epilogo.

Il corpo martoriato di Riccardo Magherini, morto a 40 anni dopo un fermo di polizia

Il corpo martoriato di Riccardo Magherini, morto a 40 anni dopo un fermo di polizia

Il corpo martoriato di Riccardo Magherini, morto a 40 anni dopo un fermo di polizia
Il corpo martoriato di Riccardo Magherini, morto a 40 anni dopo un fermo di polizia
Il corpo martoriato di Riccardo Magherini, morto a 40 anni dopo un fermo di polizia

"Ho visto che lo picchiavano mentre era a terra, già immobilizzato, che gli arrivavano i calci al fianco. E lui gridava..."

ha dichiarato alla stampa Sara, un testimone oculare citata dall'attentissimo blog Pop Off. Quei momenti convulsi sono stati cronologicamente raccontati dal senatore Manconi: all'1:27 del mattino l'arrivo dell'ambulanza senza medico a bordo, all'1.44 l'arrivo dell'auto medica, gli infermieri che non prestano soccorso al 40enne riverso in strada con il volto sull'asfalto, il corpo esanime, le braccia dietro la schiena e i polsi ammanettati. Il marchio d'infamia:

"Magherini viene denunciato a piede morto. L'uomo viene denunciato per rapina perché si è impossessato di un cellulare per chiamare i carabinieri. Sono denunce inutili perché non si possono fare denunce a carico di morti. Queste persone, con la denuncia, vengono marchiate per orientare sulle cause di morte, bollando la vittima come una persona che vive fuori dalla legge. Magherini non ha mai mancato di rispetto alla legge. Era un assuntore di cocaina ma non per questo va definito fuorilegge."

ha detto lapidario Luigi Manconi. Anche questa una prassi, come vi abbiamo raccontato descrivendo gli eventi che portarono alla morte di Dino Budroni: marchiare d'infamia la vittima (drogato, stalker, violento, pazzo, etc) provoca il disinteresse dell'opinione pubblica, già poco sensibile all'argomento, e la rapida prassi del "dimenticatoio" per un fatto di "tragica fatalità". Succede continuamente.

Non questa volta.

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