Mozzate, omicidio Lidia Nusdorfi: ritrovato il corpo di Silvio Mannina

L’uomo ha confessato anche un altro delitto, quello del 30enne Silvio Mannina, il cui corpo è stato rinvenuto stamattina, proprio come indicato dall'assassino.

15.00: il corpo di Silvio Mannina, il fidanzato di Lidia Nusdorfi ucciso nel febbraio scorso da Dritan Demiraj, reo confesso anche del delitto della giovane, è stato ritrovato oggi a Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini, come rivelato la notte scorsa dallo stesso Demiraj.

Il corpo, lo fanno sapere le forze dell’ordine, è stato rinvenuto in una pozza d’acqua di 30 centimetri, ritrovato proprio grazie alle indicazioni di Demiraj, che ora deve rispondere a una nuova accusa di omicidio.

Il killer confessa anche l’omicidio di Silvio Mannina

Colpo di scena durante l’interrogatorio di Dritan Demiraj, il panettiere albanese di 29 anni in carcere per l’omicidio dell’ex compagna Lidia Nusdorfi, uccisa a coltellate due mesi fa nel sottopasso della stazione di Mozzate, in provincia di Como.

L’uomo, interrogato dagli inquirenti nel carcere di Como, ha confessato anche un altro delitto, quello del 30enne Silvio Mannina, nuovo compagno di Lidia, strangolato il 28 febbraio scorso e abbandonato in una cava di Sant'Arcangelo di Romagna.

Mannina, residente a Bologna, era svanito nel nulla nello stesso periodo in cui Lidia Nusdorfi fu uccisa e gli inquirenti sospettavano da tempo un coinvolgimento di Demiraj. Dopo aver interrogato la convivente del panettiere, Monica Sanchi, hanno raccolto elementi sufficienti per confrontare Demiraj e metterlo alle strette.

Il 29enne alla fine ha vuotato il sacco, raccontando di essere riuscito ad attirare Mannina a Rimini con una scusa, grazie alla collaborazione di Monica Sanchi, e di averlo condotto nella cava di Sant'Arcangelo. Lì, dopo averlo confrontato a proposito di Lidia, la situazione sarebbe degenerata e Demiraj avrebbe strangolato il giovane, uccidendolo e abbandonando il cadavere lì nella cava.

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A quel punto, ne sono convinti gli inquirenti, il panettiere avrebbe utilizzato il telefono della vittima per attirare Lidia a Mozzate e farla cadere nella trappola mortale.

L’uomo, già in carcere con l’accusa di omicidio, sarà ora accompagnato nella cava di Sant'Arcangelo di Romagna e darà istruzioni agli inquirenti per recuperare il cadavere Silvio Mannina.

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