Napoli, Roberto Calenda impiccato nel cortile di una scuola: "è stato un suicidio"

La vittima era impiccata con una corta legata a una scala e le mani legati dietro alla schiena, un particolare che ha convinto gli inquirenti a cominciare a indagare per omicidio.

Aggiornamento 23 aprile, 10.40: prende sempre più corpo l’ipotesi del suicidio, contrariamente a quanto pensato nei primi istanti. Roberto Calenda si sarebbe tolto la vita. Il racconto di una testimone, infatti, parla di una sola persona vista armeggiare nel cortile dell’istituto Cesare Pavese:

Ho visto un ragazzo con lo zainetto e i pantaloni corti buttare una fune dell’albero. Ha fatto casino, allora mi sono affacciata, mi sono fatta vedere e questo si è spostato. Ma mi sono detta: ‘Che fa questo con la fune? Forse vuole mettere l’amaca per stare al fresco’. Poi è andato dall’altro lato e non l’ho più visto. Potrei riconoscerlo? No, mi sembrava nero, ma poi mi sono accorta che non era di colore.

Le indagini e i rilievi proseguono.

14.15: la morte di Roberto Calenda, lo fanno sapere gli inquirenti, sarebbe avvenuta durante la notte, poche ore prima del ritrovamento del corpo. L’uomo era incensurato e stando alle prime ipotesi potrebbe anche essersi tolto la vita. Non si esclude, infatti, che il giovane possa essersi legato da solo le mani con una fascetta prima di togliersi la vita. Entrambe le ipotesi, omicidio e suicidio, restano valide.

12.20: la vittima è stata identificata, si tratta del 44enne Roberto Calenda, tossicodipendente separato dalla moglie e da tempo senza fissa dimora.

Macabra scoperta, questa mattina, nel cortile dell’istituto scolastico Cesare Pavese di via Domenico Fontana, nel quartiere napoletano del Vomero, dove il cadavere di un uomo è stato trovato impiccato a una scala antincendio nel cortile della struttura che comprende una sezione per l’infanzia, la scuola primaria e quella secondaria.

Si tratta di un uomo la cui identità non è stata ancora diffusa, un tossicodipendente di un’età compresa tra i 30 e i 40 anni. Pochi i dubbi che sia stato ucciso: la vittima era impiccata con una corta legata a una scala e le mani legati dietro alla schiena, un particolare che ha convinto gli inquirenti a cominciare a indagare per omicidio.

Resta da chiarire da quante ore il cadavere si trovasse lì. Il complesso è chiuso per le festività pasquali e appare molto probabile che l’assassino abbia approfittato di questa chiusura per agire indisturbato.

Del caso si stanno occupando gli agenti del commissariato Arenella.

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