Secessionisti veneti: liberi in sette

Matteo Salvini: "Resta una vergogna".

Sette dei secessionisti veneti arrestati il 2 aprile sono stati liberati dai giudici del tribunale del Riesame di Brescia. Tra i liberati, c'è anche l'ex parlamentare Franco Rocchetta e il leader dei Forconi, Lucio Chiavegato, mentre hanno disposto i domiciliari per altri cinque. Non si è fatta attendere la reazione del segretario della Lega Nord Matteo Salvini, che fin dall'inizio si è fatto portavoce, in un certo senso, dei secessionisti: "Da Brescia arriva una buona notizia ma resta la vergogna dei giorni di galera fatti a causa di una idea. Sono contento, perché avevamo detto che avremmo passato Pasqua in galera noi per solidarietà".

Tutti gli arrestati erano stati accusati di diversi reati, tra cui i più gravi sono l'associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico e fabbricazione e detenzione di armi da guerra. A organizzare "l'eversione" sarebbe "un gruppo riconducibile a diverse sigle di ideologia secessionista, che aveva progettato varie iniziative, anche violente, finalizzate a sollecitare l'indipendenza del Veneto e di altre parti del territorio nazionale dallo Stato italiano".

A far parlare era stata soprattutto la costruzione del carroarmato artigianale da utilizzare per un'azione eclatante a Venezia, in piazza San Marco, emulando così quell’episodio del 1997, quando il gruppo dei “serenissimi” riuscì a entrare in Piazza San Marco, Venezia, con un finto carrarmato, fino a salire e occupare il campanile di San Marco.

Franco Rocchetta era stato uno dei promotori del referendum consultivo a cui hanno partecipati i cittadini veneti per chiedere l’indipendenza del Veneto dal resto d’Italia, referendum senza valore legale in cui sono stati conteggiati 2.360.235 voti, pari al 73,2 per cento degli aventi diritto. I sì sono stati 2.102.969, ossia l’89 per cento dei votanti, i no appena 257.276 (il 10,9 per cento).

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