Monza, accoltellò la moglie incinta, condannato a 4 anni: "era depresso"

L'uomo è stato giudicato parzialmente capace di intendere e volere quando ha aggredito la moglie: "Era depresso per aver perso il lavoro".

A novembre dell'anno scorso accoltellò la moglie incinta di tre mesi, sotto gli occhi del primo figlio, di appena un anno. Oggi l'uomo, un 38enne di Monza, è stato condannato a 4 anni di reclusione con l'attenuante della seminfermità mentale e gli arresti domiciliari concessi nella casa dei genitori. La condanna è stata emessa dal gup del Tribunale di Monza Anna Magelli con il rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena.

Decisiva la perizia psichiatrica a cui l'imputato è stato sottoposto durante un incidente probatorio e che lo ha definito solo parzialmente capace di intendere e volere quando ha aggredito la moglie di 32 anni. L'uomo avrebbe agito in preda a uno stato depressivo causato dalla perdita del lavoro. Depresso perché disoccupato, seminfermo di mente e socialmente pericoloso secondo la perizia, ragione per cui era rimasto in carcere e aveva avuto bisogno di cure appropriate.

Quando gli agenti del commissariato di polizia di Monza e il personale del 118 la notte del 4 novembre arrivarono in quell'appartamento di Via Arosio appurarono che la donna era stata ferita con tre fendenti al collo inferti con un coltello da cucina.

La 32enne prontamente soccorsa era stata ricoverata all’ospedale S. Gerardo in gravi condizioni, ma né lei né il bambino erano in pericolo di vita. A dare l'allarme era stato un vicino di casa della coppia dopo aver sentito le urla della donna che chiedeva aiuto.

L'uomo era finito in manette per tentato omicidio, accusa che dopo la perizia la difesa sperava venisse derubricata in lesioni personali dal gup che ha concesso all'aggressore il beneficio dei domiciliari.

(Nel video in alto di NoiTVLucca: "Prende a calci la moglie incinta" - 14 aprile 2014)

4 anni accoltellò moglie monza

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