Mola di Bari, omicidio Bruna Bovino: arrestato l’amante Antonio Colamonico

L’uomo, incastrato dalle tracce biologiche rinvenute sulla scena del crimine, è stato arrestato oggi con la pesante accusa di omicidio volontario.

21.40: sono stati diffusi maggiori dettagli sull’arresto di Antonio Colamonico e sui particolari che hanno permesso agli inquirenti di incastrarlo. L’uomo era nel mirino delle forze dall’ordine sin dai primi istanti, ma era necessario raccogliere una serie di elementi prima di poterlo incastrare e assicurare alla giustizia. Colamonico, nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del cadavere di Bovino, aveva dei lesioni sulle mani compatibili, secondo i magistrati, con le ustioni e le graffiature riportate proprio durante l’omicidio e nel successivo tentativo di eliminare ogni prova dando fuoco al locale.

Oltre alla traccia trovata sotto le unghie della vittima, risultata compatibile con quella di Colamonico, una traccia di sangue dell’uomo era stata rinvenuta sullo specchio del bagno del centro estetico gestito dalla vittima.

La complessa attività di indagine si è articolata, lo precisa la Procura in una nota,

attraverso numerose assunzioni di persone informate sui fatti e l'esecuzione di consulenze tecniche (autopsia, esame del Dna, consulenza su cellulari e computer, accertamenti sulle cause e modalità di propagazione dell'incendio).


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Primo arresto per l’omicidio di Bruna Bovino, la 29enne italo-brasiliana uccisa lo scorso 12 dicembre nel suo centro estetico a Mola di Bari.

Si tratta dell’amante della giovane, Antonio Colamonico, 34enne residente di Polignano a Mare, sposato con un’altra donna, già nel mirino degli inquirenti da qualche settimana.

L’uomo, incastrato dalle tracce biologiche rinvenute sulla scena del crimine e dall’analisi dei tabulati telefonici della vittima, è stato arrestato oggi con la pesante accusa di omicidio volontario.

Antonio Colamonico, secondo quanto ricostruito, aveva una relazione clandestina con la giovane estetista e il giorno dell’omicidio si sarebbe recato nel centro estetico per chiudere quel rapporto. Da lì la situazione è sfociata in lite e, quindi, nell’omicidio.

La 29enne è stata colpita al volto, ferita alla nuca, al collo e al torace con un paio di forbici e successivamente strangolata. Poi, forse nel tentativo di eliminare ogni traccia dell’omicidio, l’uomo avrebbe dato fuoco al locale.

In un primo istante si era pensato a un tragico incidente, ma i successivi rilievi avevano convinto gli inquirenti dell’omicidio. Oggi, a quattro mesi dal delitto, il presunto responsabile è stato assicurato alla giustizia.

Antonio Colamonico

Foto | Facebook

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