Brescia, spaccata con tombini per rubare Gratta e Vinci

gratta e vinciSe la capitale della moda è Milano, quella del cinema è Roma e quella della lingua italiana è Firenze, Brescia si sta ritagliando faticosamente il titolo di capitale della spaccata. Oltre a esservi pratica diffusissima, infatti, Brescia è un autentico laboratorio creativo a cielo aperto, in materia, dove si inventano tecniche sempre nuove per furti sempre più bizzarri.
L’ultima frontiera in fatto di spaccata è quella raggiunta dalla “Banda del Gratta e Vinci”, detta anche “Banda del tombino”. Inediti infatti sia il come che il cosa del furto.

Come: al posto dei soliti picconi e mazze, facilmente incriminanti se rinvenuti a bordo della propria auto, vengono usati direttamente i tombini davanti ai negozi da spaccare, lasciando pericolosissime voragini.
Cosa: né gioielli, né denaro, né hi-tech. La Banda del Gratta e Vinci, è facile intuirlo, predilige tentare la sorte grattando con una monetina decine e decine di biglietti, non rintracciabili perché privi di numeri di serie e pertanto “puliti” e perfettamente convertibili in eventuale vincita.
Brescia detterà pure le mode in fatto di spaccata, ma quando si tratta di lotterie, scommesse e affini, noi italiani siamo tutti accomunati in un'unica, pia illusione benedetta dalle Casse dello Stato.

Il primo colpo a Franciacorta, ne sono seguiti molti altri e ancora le forze dell’ordine brancolano nel buio, ben attente a non cadere inavvertitamente in un tombino scoperchiato.

Via | quiBrescia

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