Delitto di Garlasco, parla la mamma di Chiara Poggi a pochi giorni dal nuovo processo

Rita Poggi, madre della giovane Chiara, parla a pochi giorni dall'avvio del nuovo processo d'appello per Alberto Stasi, unico indagato per il delitto di Garlasco.

Mancano pochi giorni alla prima udienza del processo d'appello bis a carico di Alberto Stasi, che tornerà in aula dal prossimo 9 aprile, dopo l’annullamento dell’assoluzione da parte della Corte di Cassazione, come unico imputato per l'omicidio di Chiara Poggi, massacrata il 13 agosto 2007 con un oggetto contundente, mai ritrovato, nella sua villetta di via Pascoli a Garlasco.

E, a pochi giorni dal nuovo processo, Rita Poggi, madre della vittima, ha rotto il silenzio e concesso un’intervista a La Repubblica in cui spiega cosa si aspetta da questa nuova serie di udienze e fa un bilancio di questi anni, parla degli errori degli inquirenti e del comportamento di Alberto Stasi:

Finalmente tutti noi potremo capire, perché quando ci si trova davanti a una ragazza uccisa, bisognerebbe fare tutto il possibile. Chiara aveva in pugno un capello, abbiamo chiesto l'analisi, una cosa che costa 200 euro, e ce l'hanno negata. Anche Alberto Stasi, che nei processi non ha mai parlato, mai s'è fatto interrogare, tramite i suoi legali s'è opposto, e questo non mi torna. Ah, verifichi sulle carte giudiziarie quello che le dico, non sono abituata a parlare. Come capisco i genitori di Yara, la ragazza di Brembate, e il loro voler rimanere in totale silenzio... Hanno altri figli e anch'io ho un figlio che non vuole più vedere i telegiornali.

Uno dei punti centrali della vicenda, il dubbio che più di tutti ha fatto impazzire i periti, è come sia stato possibile che Stasi, nello scoprire il cadavere, sia riuscito a non sporcarsi le scarpe:

Noi non vogliamo crocifiggere nessuno, ma bisognerebbe saper volare, per non sporcarsi le scarpe di sangue e per non lasciare nemmeno un'impronta. Quindi, come ha fatto Stasi? Vorrei chiederglielo. E poi come ha potuto dire, stando in alto, che Chiara "era pallida"? Quando l'ha vista? Perché Chiara, in realtà, tutto era, meno che pallida. Aveva i capelli lunghi che le coprivano il volto, e il volto era sporco del sangue colato.

Nel corso dell’intervista si è parlato anche del processo parallelo per Alberto Stasi, quello per pedopornografia, conclusosi con un’assoluzione:

Mia figlia, quando Alberto, suo fidanzato, era a Londra, era andata a trovarlo. Ora, a me come mamma fa impressione sapere che mentre erano insieme, sulla ruota panoramica, il fidanzato fotografava di nascosto i piedi e altre parti delle varie ragazze che incontrava. Il porno non è reato, ma sono state trovate nella memoria del computer, dentro migliaia e migliaia di immagini, catalogate sotto voci che non voglio ripetere. Per di più, la sera prima della morte, è accaduto un fatto che ci sembra importante. Stasi esce per prendere le pizze e mia figlia gli apre il computer, in dieci minuti visiona molte cartelle.

albertostasi_appello bis garlasco

Non è chiaro se Chiara abbia aperto anche la cartella che conteneva i file pornografici, c’è stato un errore nella perizia e, sostiene la signora Rita Poggi, di quello che poteva essere il movente non c’è traccia. Anche il comportamento di Alberto Stasi lascia più di un dubbio:

Si è opposto all'analisi del capello, all'analisi della bicicletta da donna, che un testimone ha visto appoggiata al mattino, davanti casa nostra. Si è opposto alla prova sui gradini di casa. Si è opposto ad analizzare con un nuovo metodo le unghie di mia figlia, per cercare meglio materiale organico. Sono accertamenti che chiediamo da sempre, e alla fine…

La speranza per i familiari di Chiara Poggi è che questo nuovo processo serva a far chiarezza sui tanti punti oscuri che circondano l’omicidio della giovane vittime. La prima udienza, lo ricordiamo, è fissata per il 9 aprile prossimo.

Via | Repubblica
Foto | TMNews

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