Profilattici pieni di cocaina diretti in Vaticano intercettati a Lipsia

È successo a gennaio ma se ne ha notizia solo adesso: le indagini di polizia e autorità vaticane proseguono.

La storia per quanto strana è questa: 14 profilattici pieni di cocaina liquida contenuti in un pacco postale indirizzato alla Santa Sede sono stati intercettati all'aeroporto di Lipsia, in Germania.


Alla dogana dello scalo ad aprire quel pacchetto che doveva arrivare in Vaticano è stato un funzionario del ministero delle finanze tedesco che ha poi detto che nei preservativi c’era "anche della cocaina". Non poca. 340 grammi per circa 40.000 euro di valore.

Tutto questo accadeva il 19 gennaio scorso ma se ne ha notizia solo ora: lo scoop dell'edizione domenicale del quotidiano Bild è stato confermato dal portavoce del ministro delle finanze teutonico.

Una volta trovata la droga si è deciso si usarla come esca. Cioè di spedirla normalmente. La polizia tedesca e l'ufficio dell'Interpol in Vaticano (che con i suoi 800 abitanti è lo Stato più piccolo del mondo) speravano che chi doveva ricevere il pacchetto sarebbe andato a ritiralo. In quel caso il destinatario, o chi per lui, si sarebbe consegnato nelle mani delle autorità. E si sarebbe potuto risalire anche al mittente.

Il pacco con la coca in formato liquido nascosta nei preservativi arrivava da un paese del Sud America e il destinatario era l’ufficio delle Poste della Santa sede. Chi dovesse ricevere il pacchetto all'interno delle mura vaticane rimane almeno per ora un mistero. Così come se ci siano dei precedenti analoghi. Era la prima volta? Sulla confezione non c'era un indirizzo e un nome specifico, era segnato solo l’ufficio postale del Vaticano.

Secondo gli investigatori, il destinatario del carico di droga era stato prontamente avvertito che qualcosa era andato storto. Le indagini proseguono.

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