'Ndrangheta: imponevano guardiania terreni, 6 arresti a Taurianova

Operazione "Vecchia guardia": in manette elementi di vertice delle cosche di San Martino di Taurianova, arrestate anche tre sorelle.

Imponevano la guardiania agli imprenditori agricoli, con metodi mafiosi. Con questa accusa questa mattina 6 persone sono state arestate dalla squadra mobile di Reggio Calabria. In manette sono finiti presunti boss ed elementi di spicco delle cosche Zappia e Cianci-Maio-Hanoman, attive a San Martino di Taurianova, nella piana di Gioia Tauro.

Le ipotesi di reato a loro carico sono di associazione mafiosa ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Secondo le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia reggina, gli arrestati taglieggiavano sistematicamente gli imprenditori del settore agricolo che dovevano assumere per la guardiania dei terreni le persone indicati dai clan. "Pagate e avrete protezione". La vecchia e sempre redditizia attività 'ndranghetistica nella zona di Taurianova andava avanti da anni secondo gli inquirenti.

Le somme richieste all'inizio si aggiravano sui 60 euro al mese, passati poi a 200 euro meensili. I pagamenti dovevano essere effettuati in tranche semestrali, a giugno e a dicembre.

Come spiegato dagli investigatori era questa la condizione richiesta dalle cosche:

''per porre fine agli episodi di danneggiamento e di furto nelle proprietà della stessa vittima che erano stati regolarmente denunciati alle Autorità".

Il procuratore capo di Reggio Cafiero De Raho in conferenza stampa ha detto:


"La denuncia degli imprenditori che subiscono il pizzo è un fattore molto importante per noi. Certamente bisognerebbe trovare una soluzione non dico per costringere ma quantomeno per spingere alla denuncia. L'omertà è il cuore della 'ndrangheta e si batte l'omertà, la 'ndrangheta sparisce, bisogna rendersi conto che è questo il problema. Nel vecchio codice era previsto l'arresto provvisorio del testimone di giustizia. Oggi sembra una barbarie ma consentiva alle vittime di parlare più liberamente. Non voglio dire di tornare a posizioni come queste ma all'epoca il testimone si trovava garantito da una scelta: o parlava o andava in galera. Oggi dobbiamo tentare di trovare una soluzione anche per giustificare di fronte alla 'ndrangheta le dichiarazioni dei collaboratori, anche per evitare possibili ritorsioni''.

Gli arrestati, tra cui tre sorelle, rispondono ai nomi di Domenico Cianci, Vincenzo Zappia, Giuseppe Zappiaria, Teresa, Maria e Rosetta Zappia. Le donne si occupavano di riscuotere le estorsioni secondo la polizia.

vecchiaguardia foto arrestati (1)

  • shares
  • Mail