Moni Ovadia ricattato: 10mila euro per non pubblicare foto intime

Gli estorsori erano tre collaboratori dello staff dell’attore teatrale: scoperti grazie alle intercettazioni telefoniche

Moni Ovadia è stato ricattato, a partire dal 2010, da tre collaboratori del suo staff che, per mesi, hanno minacciato di rendere pubbliche sei foto nelle quali l’attore e drammaturgo compariva in intimità insieme alla moglie.

Ovadia ha risposto con l’ironia e la leggerezza che sono tipici del suo teatro, tanto che l’attore, raccontando la vicenda, ha dichiarato di sentirsi protagonista di “una commedia con protagonisti Totò e Peppino”.

I criminali da strapazzo – che rischiano di finire sotto processo con l’accusa di tentata estorsione su richiesta del pm Francesca Passaniti – avevano richiesto a Moni Ovadia diecimila euro per evitare la pubblicazione delle foto.

Il primo contatto con i ricattatori è del giugno 2010 quando Ovadia, di passaggio nella Capitale, viene contattato da uno sconosciuto che gli chiede 10mila euro per non rendere pubbliche le foto. Ovadia non cede al ricatto dicendo che le foto sono una faccenda privata e in provato lui può fare quello che vuole. Intanto scopre che dal suo ufficio di Milano è scomparso l’hard disk contenente, fra le altre, le immagini oggetto del ricatto.

Ovadia denuncia il fatto e gli inquirenti gli suggeriscono di apparire disponibile all’apertura di una trattativa. In una telefonata Ovadia spiega al ricattatore che sta per cominciare una conferenza stampa e gli chiede di richiamarlo successivamente, quello risponde che richiamerà e ringrazia.

I tre ricattatori per non farsi scoprire chiamano dalle cabine telefoniche di Sulmona, Varese e Perugia. Pensano che le conversazioni rimangano una questione provata fra loro e Moni Ovadia, ma le registrazioni li inchiodano e rendono possibile la loro identificazione e la denuncia.

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Via | Corriere

Foto © Getty Images

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