Nuove accuse dei pm al sottosegretario Francesca Barracciu

Ci sono altri 40mila euro che non tornano nei rimborsi dell'ex consigliere regionale.

È entrata nel governo Renzi come sottosegretario alla Cultura garantendo di aver chiarito tutto con i magistrati e che quindi l'inchiesta sull'utilizzo dei fondi in Sardegna - di cui è stata consigliere regionale - non avrebbe riservato nuove sorprese. E invece qualche novità su Francesca Barracciu potrebbe ancora saltare fuori, mettendo in una situazione davvero scomodo Matteo Renzi, che in suo favore si era esposto in prima persona. Il sottosegretario - secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano - sarebbe infatti stato interrogato "in gran segreto" dal pm di Cagliari Marco Cocco, da cui è indagata per peculato aggravato. E da questo interrogatorio sarebbero saltate fuori due sorprese:

In primo luogo la procura le contesta di aver speso senza giustificazione altri 40mila euro, oltre ai 33mila per i quali è già indagata da sei mesi. “Lo abbiamo scoperto solo venerdì – spiega il suo difensore, Carlo Federico Grosso – ma abbiamo preso tre settimane di tempo per rispondere, l’onorevole deve riordinare le idee, contestano episodi che sono di tre anni fa”. Ma soprattutto i magistrati la accusano di aver mentito. Barracciu aveva sostenuto il 6 dicembre scorso di aver speso 33mila euro, tra il 2006 e il 2009, in viaggi politici e istituzionali.

Tre settimane di tempo per capire come mai ci sono altri 40mila euro che non tornano. Che però fanno sì che Francesca Barracciu sia anche sospettata da parte dei pm di aver mentito, visto che confrontando il resoconto dell'indagata con i movimento della sua carta di credito è saltato fuori che il sottosegretario si sarebbe trovata molto spesso in posti ben diversi da quelli che lei ha dichiarato. E questo posto diverso era spesso e volentieri Cagliari, dove ha sede il consiglio regionale e quindi dove nessuna benzina può venire rimborsata.

Secondo la difesa, si tratta di spese fatte prima di partire per la missione o dopo il rientro. Ma il pm Cocco non è convinto e punta a chiedere il rito immediato, che presuppone la convinzione del pm di avere la "certezza della prova". Che farà adesso Barracciu? Secondo il suo avvocato bisogna valutare "se è meglio difendersi da sottosegretario o meno. Questa è una valutazione politica, spetta alla mia cliente. Ma ne parleremo”.

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