Guerra in Procura a Milano, il Csm avvia due istruttorie

Il Consiglio Superiore della Magistratura si attiva in tempi celerissimi: al vaglio le accuse di Robledo a Bruti-Liberati

Con una decisione che sarà destinata a far discutere il Consiglio Superiore della magistratura ha aperto due istruttorie sulla gestione dei fascicoli di indagine e sul ruolo svolto dal Procuratore capo di Milano Edmondo Bruti-Liberati.

A scoperchiare il vaso di Pandora la lettera di accuse del procuratore Alfredo Robledo, che accusa il capo della procura di violare l'ordinamento interno al Tribunale e persino l'articolo 112 della Costituzione, con una gestione dei carichi di lavoro arbitraria e poco trasparente e in assenza di motivazioni plausibili.

La lettera di Robledo, che in procura a Milano è stata una vera e propria bomba detonata nei giorni scorsi, redige con una precisione puntuale cinque distinti episodi che, collegati tra loro, mostrerebbero come in procura a Milano sia in atto una vera e propria guerra tra magistrati. Una guerra che in molti avevano già odorato da tempo, inaspritasi violentemente negli ultimi mesi ed esplosa agli onori delle cronache grazie al j'accuse di Robledo al Procuratore Capo e ai due magistrati Ilda Boccassini e Francesco Greco.

Oggi il Csm ha deciso di aprire due istruttorie sulla vicenda: la prima sarà affidata alla settima commissione, chiamata a vigilare sull'organizzazione interna degli uffici giudiziari, mentre è la seconda a rappresentare il fronte più critico: la prima commissione del Consiglio superiore della magistratura dovrà verificare la compatibilità ambientale dei magistrati con gli incarichi loro assegnati.

Esattamente il punto chiave che emerge dalla lettera di Robledo, che accusa Bruti-Liberati di avere dimenticato di avvisarlo, di aver dimenticato "in cassaforte" i fascicoli (per sua stessa ammissione, scrive Robledo), di non rispondere alle richieste di chiarimento (ad esempio nel caso Sea-Gamberale che vi abbiamo raccontato ieri).

Scrive Luca Fazzo su Il Giornale oggi:

"Che Bruti Liberati venga trasferito d'ufficio per le accuse di Robledo non è, allo stato degli atti, particolarmente probabile. Bruti ha dalla sua parte quasi tutta la Procura milanese, almeno nei suoi esponenti più in vista. E può rivendicare, come la legge gli consente, di avere esercitato in questi mesi il suo ruolo gerarchico assegnando i fascicoli in base alle proprie scelte. Ma le deroghe agli automatismi, spiegano fonti giudiziarie, devono sempre essere motivate e non tradursi in atti arbitrarii del capo della Procura, che non può circondarsi di un di fedelissimi."

Motivo per cui, al netto dell'inusualmente rapida decisione del Csm di aprire due istruttorie dalla denuncia di Robledo, i destini del Procuratore capo di Milano si fanno rischiosi, in primis sulla sua riconferma a capo della Procura per altri quattro anni (prevista per la prossima primavera). Una riconferma che passa attraverso una (scrive Fazzo "improbabile") conferma dello stesso Csm.

Una "rottamazione" di fatto in atto all'interno della Procura, alla quale si aggiunge un'altra interessante notizia pubblicata dal blog Giustiziami: l'entrata nel pool difensivo di Vito Gamberale dell'ex-ministro della giustizia Paola Severino (avvocato storico anche dell'imprenditore Caltagirone) che cercherà di evitare il rinvio a giudizio, fatto che potrebbe provocare ingenti danni di immagine allo stesso Gamberale, politicamente esposto e presente in molte delle "partite economico-finanziarie" in Italia e non solo.

Nel processo SEA entra anche l'avvocato milanese Giampiero Biancolella, ex difensore di Calisto Tanzi nel processo Parmalat ed ex difensore di Pierangelo Daccò, oggi patrocinatore di Mauro Maia.

Prosecutor of Milan's court Edmondo Brut

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