Amore criminale terza puntata del 14 marzo 2014: le storie di Beatrice e Annalisa

Le storie di Beatrice e Annalisa: la prima uccisa dal marito, la seconda sopravvissuta alle violenze del coniuge.

La terza puntata di Amore Criminale, in onda venerdì sera 14 marzo, ci ha raccontato le storie di Beatrice e Annalisa, due donne che hanno vissuto la violenza da parte dei loro compagni, la prima con una fine tragica, uccisa a soli 42 anni, la seconda invece riuscendo a salvare se stessa e la sua bambina, denunciando il suo aguzzino.

Beatrice Ballerini conosce il marito Massimo quando è ancora all’università. Dopo la laurea i due si sposano e hanno due figli, entrambi lavorano in banca e comprano una bella villa in campagna. La loro vita, vista dall'esterno, appare perfetta. Ma ben presto, per colpa del marito, la serenità familiare si sgretola. Beatrice è molto infelice: Massimo la tratta con distacco, la vuole allontanare da suoi familiari e dagli amici e non perde occasione per umiliarla e per minare la sua autostima, facendola sentire inadeguata.

Beatrice inizialmente sopporta qualsiasi cosa per il bene dei suoi due bambini, fin quando non scopre che Massimo la tradisce e che ha portato in casa la sua amante mentre lei era in vacanza coi figli e coi suoi genitori. La donna affronta il marito e decide di chiedere la separazione. Sarà un momento difficile, superato il quale, però, Beatrice ricomincia a vivere e ritrova anche l'amore con un collega.
beatrice-ballerini-amorecriminale
Quando arriva il momento di vendere la casa coniugale, però, i problemi si ripresentano. Nonostante Massimo viva con la sua nuova compagna, non vuole che Beatrice - che ha acquistato anche la sua parte di casa - la venda. Lei ormai vive di nuovo coi suoi genitori, e mantenere quella grande villa è problematico, anche dal punto di vista economico.

La storia si chiude nel modo peggiore il 13 dicembre 2012: sarà proprio Massimo, con una scusa, a dare appuntamento a Beatrice nella loro vecchia casa, dove la donna trova poi la morte. L'ex marito la massacra a colpi di calci e pugni, per poi strangolarla. A ritrovare il corpo di Beatrice, dopo ore, saranno il suo nuovo compagno, il padre e il fratello, preoccupati per non averla vista fare ritorno a casa.

Da subito le indagini si concentrano nei confronti del marito, benché abbia cercato di mettere in scena una finta rapina. Saranno i sospetti dei familiari di Beatrice - comunicati ai carabinieri - e un graffio sul naso di Massimo a portare alla verità. L'uomo, ormai vistosi perso, si costituisce e confessa pochi giorni dopo il delitto.

Al processo l'accusa e i legali dei familiari cercano di dimostrare che l'omicidio di Beatrice è stato premeditato, ma per il giudice non ci sono elementi probanti sufficienti. Massimo sceglie il rito abbreviato e viene condannato a 18 anni di reclusione, benché l'accusa ne avesse chiesti 30. I due figli della donna, di 7 e 10 anni, sono stati affidati al fratello di Beatrice.
amore-criminale-barbaraderossi
Annalisa, invece, sposa giovanissima Giuseppe, conosciuto a un corso di volontari della Croce rossa e quasi subito si trova catapultata in un mondo fatto di feroci violenze, tanto da dover ricorrere più volte alle cure dell'ospedale. I primi campanelli d'allarme, sottovalutati da Annalisa, scattano già nei primi periodi da fidanzati, ma la ragazza decide di sposare comunque Giuseppe, benché i genitori cerchino di metterla in guardia.

Le botte dopo le nozze sono all'ordine del giorno, per qualsiasi motivo, anche quando Annalisa resta incinta della loro bambina. A quel punto la donna si ribella e minaccia il marito: se perderà la bambina, gliela farà pagare. Giuseppe quindi si calma, ma giusto il tempo di far nascere la piccola. Poi le violenze ricominciano, anche il presenza della piccola.

Quando Giuseppe, nel settembre del 2007 al culmine dell'ennesima lite, cerca di soffocare la moglie con un cuscino, è la bambina a salvare la madre. A quel punto Annalisa capisce che non può più subire, va via di casa e denuncia il marito. Giuseppe finisce sotto processo e viene condannato a un anno e due mesi per il reato di maltrattamenti. Attualmente è libero, e il processo pende in Cassazione. La bambina è stata affidata in via esclusiva ad Annalisa, che ora si è rifatta una vita.

  • shares
  • Mail