Prelevavano dai conti correnti degli invalidi: 13 arresti

Gli indagati prelevavano contanti dai conti correnti di 64 invalidi con documenti falsi: sottratti più di 300mila euro.

Aggiornamento 14.50. Il capo dell’organizzazione secondo chi indaga è un soggetto già agli arresti domiciliari per truffe e reati analoghi. L’uomo grazie ai servigi d'un dipendente infedele dell'Inps di Caserta, che aveva accesso ai dati personali degli invalidi civili, acquisiva le coordinate bancarie e i dati anagrafici di quest’ultimi.

Il gruppo di truffatori si avvaleva poi del lavoro di un falsario, per la fabbricazione di documenti di identità fasulli, e di altri complici che materialmente impersonavano i pensionati truffati andando in banca a prelevare con le carte d’identità false. Le filiali scelte erano distanti dal luogo in cui le vittime del raggiro risiedevano: in Campania sì, ma anche in Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Emilia Romagna e Lombardia.

In tutto sarebbero stati sottratti agli invalidi oltre 300 mila euro. Gli arrestati sono 13 e non 9 come era emerso dalle prime informazioni. Per nove di loro si sono spalancate le porte del carcere, agli altri quattro sono stati concessi i domiciliari mentre per altri dodici soggetti è scattato l'obbligo di dimora.

Truffavano gli invalidi: arresti a Napoli


Nove persone sono state arrestate nella notte dai carabinieri di Napoli con l'accusa di aver compiuto tutta una serie di truffe ai danni di invalidi

Per altri undici indagati è scattato l'obbligo di dimora. Le accuse mosse loro a vario titolo sono di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, possesso e fabbricazione di documenti d'identità falsi e sostituzione di persona.

La truffa si concretizzava nel prelievo di denaro dai conti di 64 invalidi, conti correnti cui gli arrestati riuscivano ad accedere.

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip del tribunale partenopeo su richiesta della locale procura e dopo le indagini affidate ai militari dell'Arma.

Il gruppo di presunti truffatori poteva contare sull'aiuto di un dipendente pubblico che aveva permesso loro di duplicare i documenti di identità di numerosi pensionati invalidi civili: così dopo aver acquisito anche i dati bancari di quest'ultimi, i malviventi fabbricavano documenti d'identità falsi con cui si presentavano poi presso gli sportelli delle banche per prelevare dai conti degli invalidi ingenti somme di denaro.

(in aggiornamento)

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