L'arresto della dama bianca: le indagini puntano sulla camorra

Dietro l'arresto di Federica Gagliardi ci sarebbero gli interessi di tre clan del napoletano. I 24 kg si cocaina trovati nel trolley della donna avrebbero dovuto fruttare 6 milioni.

Aggiornamento 14.21 - Comincia a parlare la "Dama Bianca", o a dire di volerlo fare, e sciorina i primi nomi di clienti "eccellenti": da quel "mi hanno messa in mezzo" allo snocciolamento dei nomi sono passati pochissimi giorni. Frequentatrice del mondo dello spettacolo e della finanza, amante della bella vita con puntate costanti tra Ibiza, Saint Tropez, Formentera, in contatto con attrici, soubrette, cantanti, la vita di Federica Gagliardi si è avvicinata più volte anche ad esponenti politici e uomini delle istituzioni.

Non solo Berlusconi dunque; nonostante in quegli ambienti oggi si siano tutti dimenticati della Dama, sembra che la stessa fosse molto ben introdotta e, anzi, parte integrante della bella vita. Secondo Repubblica, che cita l'avvocato della donna, nelle prossime ore inoltrerà la richiesta di essere interrogata dal pm.

Le indagini puntano sulla camorra

Dopo l’arresto della dama bianca Federica Gagliardi, beccata con 24 chili di cocaina all’aeroporto di Fiumicino venerdì, si indaga su tre clan di camorra ritenuti coinvolti nel traffico internazionale di stupefacenti.

Si tratterebbe di organizzazioni criminali attive nel napoletano, a Castellammare di Stabia, Ercolano e Torre Annunziata. La dama in bianco - soprannome affibiatole nel 2010 quando fece parte della delegazione italiana al G8 di Toronto - al momento dell’arresto avrebbe farfugliato a denti stretti: “mi hanno incastrata”.

La Gagliardi era appena scesa da un aereo partito da Caracas, Venezuela. La donna è ora rinchiusa nel carcere di Civitavecchia (RM) ed è psicologicamente provata secondo quanto fatto sapere dal suo legale, l'avvocato Nicola Capozzoli.

Secondo gli inquirenti partenopei il traffico di droga in cui Gagliardi sarebbe coinvolta, in qualità di corriere, sarebbe di grosse dimensioni e articolato su più strati, per così dire: la cocaina importata in Italia dalla donna doveva finire ai clan di camorra per essere poi rivenduta, non è chiaro a chi, con un guadagno di 6 milioni di euro.

Gli investigatori sono sulle tracce del committente dell’operazione, chi insomma gestirebbe le fila del traffico. L’inchiesta è sì in mano alla procura di Civitavecchia ma tra i pm napoletani e romani la collaborazione è continua. La Direzione distrettuale antimafia partenopea aveva avviato le indagini sul presunto traffico di coca da un anno. Nella prossima settimana l’arrestata dovrà affrontare l’interrogatorio per la convalida del fermo.

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