Fabiana Luzzi aggredita e data alle fiamme: il fidanzato condannato a 22 anni di carcere

I giudici hanno deciso di accogliere la richiesta di condanna avanzata dal pm e infliggere al giovane 22 anni di carcere.

22 anni di carcere. E’ questa la pena inflitta ieri dal tribunale dei minori di Catanzaro a Davide Morrone, il 18enne arrestato nel maggio scorso con l’accusa di aver ucciso la fidanzatina Fabiana Luzzi, aggredita a coltellate e data alle fiamme il 26 maggio 2013 a Corigliano Calabro.

Il giovane, reo confesso, ammise subito di aver ucciso la 16enne in seguito a un litigio. La loro relazione era finita e Fabiana non aveva intenzione di tornare con lui. Morrone, allora, l’ha condotta in un casolare abbandonato e lì, mentre lei lo implorava di non ucciderla, l’ha aggredita a coltellate e l’ha cosparsa di benzina mentre era ancora viva. Poi l’ha abbandonata lì a morire.

I giudici hanno deciso di accogliere la richiesta di condanna avanzata dal pm Rita Tartaglia, e inflitto al giovane 22 anni di carcere. Questo il commento, a caldo, del padre della giovane vittima, Mario Luzzi:

Come genitore avrei voluto che l'assassino di mia figlia fosse condannato all'ergastolo. La Procura ha svolto un lavoro encomiabile ed è stato applicato il massimo della pena. E' ovvio che noi come genitori non ci daremo mai pace, perché in questi casi la giustizia non esiste: nostra figlia è morta, mentre il suo assassino è vivo.

Morrone, lo ricordiamo, si sarebbe reso conto della brutalità delle sue azioni soltanto di recente. Il 10 gennaio scorso tentò per la prima volta di togliersi la vita in carcere e ci riprovò qualche giorno dopo. Il suo comportamento convinse lo stesso tribunale dei minorenni di Catanzaro a disporre la scarcerazione del giovane e il suo affidamento alle cure e alla sorveglianza di una struttura specializzata.

carcere italiano

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