Giuseppe Uva, imputazione coatta per omicidio preterintenzionale per 8 agenti indagati

Si comincia indagare sugli eventi, avvenuti nella caserma di Varese, che hanno portato alla morte di Giuseppe Uva il 14 giugno 2008.

Qualcosa comincia a muoversi nel caso di Giuseppe Uva e la verità, mai come in questo momento, sembra essere vicina. Il giudice per le indagini preliminari di Varese, Giuseppe Battarino, ha respinto ieri la richiesta di archiviazione presentata dai pm Agostino Abate e Sara Arduini e accogliere l’istanza presentata dalla famiglia di Giuseppe.

La famiglia, come sta facendo da oggi, aveva chiesto nuove indagini, concentrate in modo particolare su quanto accaduto nella caserma dei carabinieri di Varese, e quindi un nuovo processo.

Uva, operaio di 43 anni, morì il 14 giugno 2008 al pronto soccorso dell’ospedale di Varese dopo esser stato trattenuto per tre ore nella caserma dei Carabinieri. I punti oscuri nella vicenda, almeno dal punto di vista giudiziario, sono davvero tanti: la Procura non ha mai indagato su quanto accaduto in caserma, ma ha preferito concentrarsi sugli ultimi minuti di vita di Uva, quindi sul pronto soccorso.

Il medico del pronto soccorso, Carlo Fraticelli, era stato assolto dall’accusa di omicidio colposo e in quell’occasione il tribunale monocratico di Varese aveva sottolineato l’esigenza di chiarire cosa fosse accaduto nelle tre ore precedenti, dal momento del fermo di Uva fino al suo trasporto in ospedale.

Insieme a Uva c’era l’amico Alberto Biggiogero, fermato anche lui per aver spostato alcune transenne dalla strada. I due vengono portati in caserma e trattenuti in due diverse stanze. Quello che ha accaduto è stato raccontato a più riprese dallo stesso Biggiogero, che insieme alla sorella di Uva si è sempre impegnato affinché venisse fatta chiarezza.

Il giovane ha sempre raccontato di aver sentito i carabinieri massacrare di botte il suo amico. Nessuno però, nonostante un esposto da lui presentato il giorno dopo quegli eventi, si è preoccupato di interrogarlo fino al 26 novembre 2013, cioè cinque anni e mezzo dopo l’accaduto. A interrogarlo - potete vedere degli stralci nel video in apertura - proprio il pm Abate che ha però deciso di chiedere l’archiviazione del caso.

Ora, finalmente, l’attenzione si sposta sui fatti accaduti in Caserma. Massima soddisfazione da parte del presidente della commissione per la Tutela dei diritti umani Luigi Manconi:

Dopo sei anni di occultamento della verità a opera del pubblico ministero, Agostino Abate, incomincia a emergere, nella maniera più nitida, la verità sulla morte di Giuseppe Uva. Il giudice per le indagini preliminari ha deciso per l’imputazione coatta nei confronti dei due carabinieri e dei sei poliziotti che si trovavano nella caserma di Varese dove, per quasi tre ore, è stato trattenuto illegalmente Giuseppe Uva. Anni di menzogne vengono finalmente ribaltate e ciò si deve all’intelligenza e alla tenacia di Lucia e degli altri familiari di Uva e alla loro fiducia nella giustizia.

Ora, a sei anni di distanza, la verità giudiziaria sembra finalmente vicina: gli 8 agenti indagati, tra poliziotti e carabinieri, sono accusati di omicidio preterintenzionale e arresto illegale.

lucia-uva

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: