Gravina, ucciso il “paladino della legalità” Pietro Capone

Gli inquirenti sono che l’omicidio di Capone sia collegato proprio al suo impegno per la legalità, negli ultimi tempi potrebbe aver pestato i piedi a qualcuno.

Era molto noto a Gravina di Puglia, lo chiamavano “il paladino della legalità” per il suo impegno in tante battaglie a favore della legalità, anche e soprattutto nel campo dell’edilizia e dell’urbanistica, settore in cui collegamenti con i “potenti” e amicizie importanti contano più di ogni altra cosa. E proprio per questo suo impegno, ne sono convinti gli inquirenti, Pietro Capone ha perso la vita.

L’uomo, 49 anni, stava rientrando a casa quando, intorno alle 22 di ieri, i sicari l’hanno atteso nei pressi della sua abitazione e hanno esploso almeno due colpi di pistola contro di lui, raggiungendolo alla nuca e uccidendolo all’istante.

Sul corpo della vittima sarebbe stata trovata anche una ferita da arma da taglio, segno che prima dei colpi di pistola potrebbe esserci stata una colluttazione. Le autorità stanno interrogando amici, familiari e conoscenza della vittima nella speranza di riuscire a ricostruire le sue ultime ore di vita e le ultime frequentazioni.

Gli inquirenti sono che l’omicidio di Capone sia collegato proprio al suo impegno per la legalità, negli ultimi tempi potrebbe aver pestato i piedi a qualcuno. Non si escludono, comunque, altre piste.

Italian scientific police  collect evide

(nel video l’omicidio di Nicola Matera, avvenuto nel 2012 a Gravina di Puglia)

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