Milano, omicidi con piccone: confermati i 20 anni a Kabobo

I giudici hanno confermato la conanna di primo grado, pur con un calcolo diverso delle pene

La Corte d'Assise d'Appello di Milano ha confermato la condanna a 20 anni di carcere per Adam Kabobo, riconoscendo quindi anche in questo caso, come in primo grado, il vizio parziale di mente. Confermata anche la misura di sicurezza a 3 anni a pena espiata. Accolta, dunque, la richiesta del sostituto pg Carmen Manfredda.

I giudici sono partiti, rispetto al primo grado, da un differente calcolo delle pene per i reati contestati (32 anni in totale invece di 35), ma con lo sconto del rito abbreviato e con il fatto che la pena base non poteva superare i 30 anni, il verdetto definitivo è stato di 20 anni di reclusione, come in primo grado.

La condanna


Adam Kabobo, l'uomo che l'anno scorso ha ucciso tre persone a picconate per strada a Milano, è stato condannato a 20 anni di carcere. I giudici di Milano hanno riconosciuto a Mada Kabobo la semi infermità mentale. Il gup ha anche disposto per lui 3 anni da passare in una casa di cure e custodia come misura di sicurezza dopo l'espiazione della pena.

in aggiornamento

Kabobo: chiesti 20 anni di carcere


Il pubblico ministero di Milano Isidoro Palma oggi ha tenuto la sua requisitoria davanti al giudice dell'udienza preliminare Manuela Scudieri in relazione al caso di Adam Kabobo che lo scorso 11 maggio 2013 ha ucciso tre persone a picconate per strada nel capoluogo lombardo.

Il magistrato ha chiesto per il ghanese 20 anni di prigione con lo sconto per la seminfermità mentale e sei anni in una casa di cura alla fine della pena carceraria.

L'accusa, in particolare, ha individuato i tre moventi secondo i quali Kabobo avrebbe agito quel giorno:

1) Rancore verso la società e odio per i bianchi provocatogli dalla sua emarginazione e dalle voci che sentiva nella sua testa (secondo quanto riferito allo psichiatra)

2) "Finalità depredatoria" perché ha rubato i telefoni cellulari alle sue vittime;

3) Esigenza di attirare l'attenzione della società su di sé.

Secondo il pm Palma, Kabobo ha agito con lucidità, tanto che ha risparmiato un altro passante che si è difeso trovando rifugio sotto un portone.
Ora dovranno parlare i legali delle famiglie delle vittime e poi i difensori di Kabobo. L'udienza è stata rinviata al 31 marzo perché non ci sono traduzioni soddisfacenti, tanto che oggi la difesa si è lamentata perché il traduttore di oggi non capiva bene l'italiano.

Sono arrivate le prime reazioni dei famigliari delle vittime. In particolare, Andrea Masini, figlio di Ermanno ucciso da Kabobo, la richiesta del pm è insufficiente e ha detto:

"Uno che ha ammazzato tre persone e ha tentato di ucciderne altre tre deve finire i suoi giorni in carcere. Il vero problema è l'immigrazione, lo Stato non fa nulla e non è in grado di gestirlo"

Anche il segretario della Lega Matteo Salvini ha voluto commentare il fatto e ha detto:

"Ribadisco che Kabobo deve marcire in galera e non deve più vedere la luce del sole da uomo libero. Dovrebbe scontare la pena preferibilmente nel suo paese, così almeno non lo manteniamo"

Adam Kabobo

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