Napoli, ucciso il pregiudicato Gennaro Caliendo: nel 1999 uccise un 18enne durante una rapina

L’uomo, detenuto in regime di semilibertà, stava rientrando nel carcere di Secondigliano, dove stava scontando una condanna per l’omicidio di Rodomonte Chiacchio.

Ancora un omicidio a Napoli, l’ennesimo dall’inizio dell’anno ad oggi. Stavolta a morire sotto una pioggia di proiettili è stato il pregiudicato Gennaro Caliendo, 36 anni, freddato nella tarda serata di ieri nel quartiere Salicelle.

L’uomo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Commissariato di Afragola, si trovava a bordo della sua automobile quando è stato affiancato da una Fiat Punti sulla quale stavano viaggiando i killer. Caliendo si sarebbe accorto del pericolo e avrebbe tentato di fare manovra e fuggire.

Non c’è riuscito: i killer, almeno due persone, hanno esploso contro di lui cinque colpi di pistola, raggiungendolo all’addome, al collo e alla nuca uccidendolo in pochi istanti.

L’uomo, detenuto in regime di semilibertà, stava rientrando nel carcere di Secondigliano, dove stava scontando una condanna per l’omicidio di Rodomonte Chiacchio, 18enne figlio di un sottufficiale della Guardia di Finanza ucciso a coltellate nel 1999 durante un tentativo di rapina.

Del caso si stanno occupando gli agenti del commissariato di Napoli, diretti dal vice questore Sergio Di Mauro. Al vaglio un possibile collegamento tra questo omicidio e la scia di delitti registrati nel Napoletano nelle ultime settimane.

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