Reggio Calabria, abusi e sevizie su disabile: 6 arresti

A dare l’avvio alle indagini è stato un filmato delle sevizie recapitato a casa della madre della vittima.

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Violenza sessuale di gruppo, corruzione di minorenne, sequestro di persona e corruzione di minorenni. Sono queste le pesantissime accuse contestate dalle autorità di Reggio Calabria a sei persone finite in manette in queste ore per un episodio risalente al gennaio scorso.

Vittima della brutalità del branco è stato un ragazzo di 34 anni, disabile mentale e invalido all’85%, malmenato, umiliato, deriso e violentato durante una festa di compleanno organizzata in un appartamento di Reggio Calabria.

La denuncia è arrivata solo nei giorni scorsi, quando la madre della vittima ha scoperto quanto era accaduto: qualcuno le ha fatto trovare davanti alla porta di casa un filmato con le sevizie che il figlio era stato costretto a subire poche settimane prima e il coinvolgimento delle autorità è stato immediato.

Dalla visione dei filmati si è scoperto che il giovane era stato fatto spogliare, poi lasciato nudo davanti alla porta di casa, al freddo, e successivamente costretto a comportamenti umilianti, a subire vere e proprie sevizie sfociate poi nella violenza sessuale. Scrive oggi il Quotidiano Della Calabria:

l’uomo viene dapprima denudato completamente, viene costretto a stare a terra gattoni con persone collocate sul dorso, gli viene messa una catena al collo e portato in giro per casa, gli vengono tirati i capelli, viene fatto oggetto di sputi, minacce, viene picchiato, calpestato, costretto a baciare i piedi dei presenti, e infine viene fatto oggetto di violenza sessuale mediante l’utilizzo di un manico in legno.

Tutto ciò, lo confermano i filmati, è avvenuto davanti a un neonato di pochi mesi e a una bambina di 2 anni. E, sempre grazie alle immagini, gli inquirenti hanno chiarito che a dare l’avvio alla follia è stata una cittadina marocchina di 23 anni. Poi sono intervenuti gli altri, per un totale di sei persone, tutte identificate e finite in manette.

Tre di loro, due uomini e una donna di età compresa tra i 52 e 58 anni, sono stati arrestati in Calabria, mentre gli altri tre - la 23enne marocchina, sua sorella e il marito di 53 anni - sono stati bloccati a Lodi, grazie alla collaborazione delle forze dell’ordine di Pavia, Brescia e Lodi.

Ancora da chiarire, invece, chi abbia girato il video e chi lo abbia recapitato alla madre della vittima.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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