Camorra e rifiuti: 17 arresti per la discarica di Chiaiano

Tra gli arrestati anche l'imprenditore Giuseppe Carandente Tartaglia, ritenuto vicino a clan napoletani e ai Casalesi

Aggiornamento 9.57. Le indagini erano iniziate nel 2008, per concludersi a dicembre del 2013, concentrandosi sull'infiltrazione camorristica negli appalti della discarica dei Chiaiano, su come veniva gestita e sulle false attestazioni firmate da pubblici funzionari che hanno permesso agli amministratori delle Società Ibi Idrobioimpianti spa e Edilcar di proseguire i lavori all’interno della discarica conseguendo i profitti illeciti. Le società in questione sono riconducibili ad alcuni degli arrestati. Per quel che riguarda la normativa ambientale i lavori di realizzazione dell’invaso sono stati effettuati violando gli obblighi contrattuali e in difformità rispetto al progetto approvato, usando materiale non idoneo (argilla proveniente da cava non autorizzata o argilla mista a terreno). In più è stato scoperto dagli investigatori un costante traffico illecito di rifiuti speciali non pericolosi, terra e rocce di cantieri stradali ed edilizi, usati sempre per i lavori nella discarica.

Sono 17 gli arresti eseguiti questa mattina dai carabinieri di Caserta e del Noe di Napoli nell'ambito di un'inchiesta sugli interessi imprenditoriali dei clan di camorra nel settore dei rifiuti e soprattutto nella realizzazione della discarica di Chiaiano di Napoli.

Otto degli arrestati sono finiti in carcere e nove ai domiciliari. In manette anche l'imprenditore Giuseppe Carandente Tartaglia che secondo gli inquirenti della direzione distrettuale antimafia partenopea sarebbe legato ai clan Nuvoletta, Polverino Mallardo e al gruppo Zagaria dei Casalesi.

(in aggiornamento)

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