Sesto San Giovanni: identificata la donna trovata cadavere in una cava sul Lambro

Pinuccia Mittino, di 56 anni, aveva lasciato un biglietto in cui diceva di volersi suicidare. Il corpo è stato trovato per caso dai vigili del fuoco.

È stato identificato il cadavere di donna rinvenuto ieri a Sesto San Giovanni, nel milanese, all'interno della cava di via Parpagliona. Il corpo è stato rinvenuto per caso dai vigili del fuoco che stavano cercando un anziano di Cologno Monzese (MI) scomparso sabato sera.

Sul posto sono poi giunti i carabinieri del comando dell'Arma di Sesto che hanno avviato le indagini. Il corpo, di carnagione chiara, aveva addosso i vestiti e non presentava tracce, quantomeno evidenti, di violenza. Nessun documento era stato trovato negli indumenti della donna, l'identificazione non appariva semplice anche a causa dello stato della salma.

I carabinieri hanno allora passato al setaccio le denunce di donne scomparse di recente nella zona, in cerca di un identikit. E lo lo hanno trovato.

Il corpo appartiene a Giuseppina Mittino, casalinga 56nne allontanatasi dalla propria casa, a Monza, il 9 febbraio scorso. La donna è stata identificata dai familiari da un anello che portava al dito.

Il cadavere secondo i primi accertamenti medico-legali sarebbe rimasto per parecchio tempo nelle acque del fiume Lambro finendo incastrato sul fondo in una zona in cui si scontrano diverse correnti. Gli investigatori non escludono che la donna possa essere morta in un luogo diverso da quello del ritrovamento del corpo.

Giuseppina, scrive Il Giorno, la mattina di domenica 9 febbraio aveva fatto perdere le proprie tracce dopo aver lasciato un biglietto al marito in cui manifestava la volontà di togliersi la vita.

Tragico incidente, malore o suicidio (l'ipotesi più probabile) per stabilire le esatte cause della morte ci vorrà l'autopsia disposta dal pubblico ministero di Monza, Salvatore Bellomo.

cadavere lambro

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