Brescia, si impicca 42enne in difficoltà

L'uomo era ai domiciliari nel Bresciano dopo una rapina

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Un impresario edile di 42 anni, manovale autonomo da mesi senza lavoro, si è ucciso impiccandosi in casa a Travagliato, nel bresciano; l'uomo era agli arresti domiciliari dopo che, la scorsa settimana, aveva tentato di rapinare un distributore di benzina nonostante lo conoscessero tutti.

Padre di tre figlie adolescenti (due ragazze sono diversamente abili) l'uomo era disperato dalla crisi economica: talmente tanto che la scorsa settimana aveva tentato una rapina ad un distributore Tamoil.

Il proprietario, che lo conosce, lo ha inseguito facendolo arrestare: dopo qualche giorno di detenzione a Canton Mombello l'uomo aveva ottenuto gli arresti domiciliari; la famiglia, come lui assistita dai servizi sociali e molto conosciuta in paese, nel frattempo si era trasferita dai genitori della moglie. Dalla propria abitazione l'uomo non poteva uscire, gli veniva recapitato dai servizi sociali ciò di cui aveva bisogno.

Insospettiti dalla luce rimasta accesa anche durante la notte, i carabinieri hanno deciso di entrare nell'appartamento, dove hanno trovato l'uomo appeso ad una trave con la cintura dei pantaloni.

I militari hanno tentato di rianimare l'uomo, inutilmente. Il magistrato ha disposto l'autopsia per stabilirne l'ora del decesso.

(in aggiornamento)

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