Il pentito: "Totò Riina voleva uccidere Rudolph Giuliani"

Secondo il pentito Rosario Naimo, Riina gli chiese di intercedere presso esponenti del clan newyorkese dei Gambino per ammazzare l'ex sindaco di New York: i verbali depositati oggi a Palermo nel processo per la trattativa Stato-mafia.

Il capo mafia Totò Riina, detenuto al 41 bis (ma con facoltà di parlare con altri boss come come visto di recente) all'inizio degli anni '80 voleva che Cosa Nostra americana togliesse di mezzo l'allora procuratore distrettuale di New York, Rudolph Giuliani, poi diventato sindaco della città (dal '94 al 2001).

Il sanguinario padrino di Corleone, arrestato nel 1993 dopo 24 anni di latitanza, avrebbe chiesto l’omicidio di Giuliani con l'intento di mettere i bastoni tra le ruote al lavoro di Giovanni Falcone che con Giuliani collaborava sull’asse Italia-Usa.

A fare la rivelazione, che allo stato è priva di altri riscontri, è stato il pentito Rosario Naimo, i verbali sono stati depositati oggi dalla Procura palermitana nel processo per la presunta trattativa Stato-mafia.

Secondo  Naimo Riina gli chiese di fare da tramite presso esponenti della Famiglia Gambino, clan storicamente radicato nella Grande mela.

"Loro vogliono così"

avrebbe detto Riina a Naimo, alludendo a misteriosi, e forse fantomatici, soggetti terzi.

Totò Riina

Il pentito ha raccontato che dopo aver pensato per un po’ alla richiesta, spiegò a Riina che se fosse stato ammazzato Giuliani a New York, la magistratura Usa avrebbe semplicemente “annientato” la mafia americana.

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Al clan Gambino e a nessuna delle cosiddette Cinque famiglie sarebbe venuto in mente di pregiudicare così i loro affari. Gli inquirenti hanno chiesto l'audizione del collaboratore di giustizia nel processo Stato-mafia.

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