Favorì latitanza di Bernardo Provenzano: confiscati beni per 15 milioni a fedelissimo del boss

L'uomo è stato condannato in via definitiva per associazione mafiosa nel 2009.

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La Guardia di finanza di Palermo questa mattina ha confiscato beni per circa 15 milioni di euro a Bernardo Riina, accusato di avere coperto la latitanza del capomafia Bernardo Provenzano arrestato nel 2006 dopo una latitanza di oltre 40 anni, oggi detenuto e gravemente malato.

Le fiamme gialle hanno messo i sigilli a 44 terreni e 4 fabbricati a Corleone e Monreale su ordine delle sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo. Riina, secondo gli investigatori ha contribuito al sostegno logistico della latitanza di Provenzano occupandosi anche di far circolare i pizzini tra il boss e i suoi luogotenenti.

Bernardo Riina, 75enne di Corleone, venne arrestato nel 2006 per associazione mafiosa e condannato a otto anni di reclusione. I legami dell'uomo con Provenzano erano antichi e consolidati. Riina testimoniò favore del boss già nel corso dello storico processo tenutosi a Catanzaro alla fine dei Sessanta.

Le indagini e gli accertamenti economico-finanziari eseguiti dal Gico (Gruppo investigazioni criminalità organizzata) della finanza hanno dimostrato la sproporzione tra i redditi dichiarati dal nucleo familiare di Riina e le ingenti somme di denaro investite negli anni, a partire dai Settanta, da Riina specie per l'acquisto di terreni agricoli. Acquisti che venivano fatti senza bisogno di mutui o presiti a fronte di redditi ufficiali dichiarati appena sufficienti al sostentamento della famiglia.

La condanna per associazione mafiosa a carico dell'uomo è diventata definitiva nel 2009.

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