Via Poma, delitto Cesaroni: Raniero Busco assolto in Cassazione

Oggi la Corte di Cassazione si esprimerà sull’assoluzione di Raniero Busco, condannato in primo grado a 24 anni e assolto in appello.

Aggiornamento 27 febbraio 2014, ore 19.00 - In una dichiarazione citata dall'Ansa il procuratore generale di Roma, Luigi Ciampoli, ha brevemente commentato la sentenza di ieri, che ha assolto Raniero Busco dall'accusa di essere l'esecutore dell'omicidio di Simonetta Cesaroni.

Ciampoli ha spiegato che in presenza di "dubbi e perplessità, sembra corretto in linea generale più assolvere un colpevole che condannare un innocente".

Il procuratore generale ha anche ricordato come il problema di fondo sia il lungo lasso di tempo tra il fatto e il definitivo pronunciamento.

21.08: i giudici della Corte di Cassazione hanno deciso di rigettare il ricorso presentato e confermare la sentenza di secondo grado, assolvendo quindi in via definitiva Raniero Busco dall’accusa di aver ucciso Simonetta Cesaroni.

Con l’assoluzione in via definitiva di Busco, che arriva a quasi due anni dalla sentenza d’appello, il delitto di Via Poma resta senza un colpevole. L’assassino della giovane, massacrata a coltellate all’età di 21 anni, è ancora senza identità, libero di vivere la propria vita.

16.10: il verdetto della Corte di Cassazione è atteso in serata. Intanto, nel corso dell’udienza, la Procura ha ribadito la propria richiesta: annullamento della sentenza di assoluzione e nuovo processo d’appello per Raniero Busco.

E’ il giorno della verità per Raniero Busco, l’ex fidanzato di Simonetta Cesaroni, la giovane accoltellata a morte il 7 agosto del 1990, nell'ufficio in cui lavorava in via Poma a Roma.

Oggi, dopo una condanna a 24 anni in primo grado e l’assoluzione in appello, la Corte di Cassazione sarà chiamata ad esprimersi, confermando o meno l’assoluzione di Busco, come deciso il 27 aprile 2012 dai giudici della prima sezione della Corte d’Assise d’Appello di Roma, secondo i quali l’uomo non ha commesso il fatto.

Busco si è sempre dichiarato innocente e per i giudici dell’appello “non esistono prove della sua colpevolezza, né prove di un possibile movente che avrebbe spinto Busco ad uccidere”, ma il sostituto procuratore generale Alberto Cozzella ha impugnato quella sentenza e lo stesso ha fatto la famiglia di Simonetta. Ecco cosa diceva nell’ottobre 2012 l’avvocato dall'avvocato Massimo Lauro:

Stiamo redigendo il ricorso e lo depositeremo entro il termine ultimo di fine ottobre. Posso anticipare che impugneremo anche le ordinanze con le quali la Corte d'assise d'appello non ha consentito l'esame dei nostri consulenti, nonché l'ordinanza con la quale non ha disposto l'effettuazione di una nuova perizia, visto che quella fatta a nostro avviso presentava contraddizioni.

RanieroBusco2010

Oggi, a 24 anni di distanza da quel delitto, spetta alla Corte di Cassazione il compiuto di scrivere la parola fine al calvario giudiziario di Raniero Busco o disporre di un nuovo processo d’appello.

Foto | TMNews - Tutti i diritti riservati

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