Elisa Claps: riaperte le indagini sulla morte di Anna Esposito: è stato un omicidio?

Tanti elementi hanno convinto gli inquirenti che la dirigente della Digos non si sia tolta la vita.

A distanza di quasi 13 anni la Procura di Potenza ha deciso di riprendere in mano i fascicoli sulla morte di Anna Esposito, la dirigente della Digos della Questura di Potenza trovata morta all’età di 35 anni il 12 marzo 2001 in quello che fin dai primi istanti era sembrato un caso anomalo di suicidio.

La famiglia della donna ha chiesto per anni la riapertura del caso, sostenendo che Anna Esposito fosse stata uccisa e anche grazie all’inchiesta giornalistica di Fabio Amendolara, ora agli atti della Procura, il caso si può considerare riaperto.

L’ipotesi di reato è omicidio volontario. Il corpo senza vita della donna, madre di due figlie, fu rinvenuto legato alla porta del bagno dell’alloggio nella caserma Zaccagnino e qui cominciano i particolari oscuri. Scrive oggi La Stampa:

Anna sembrava seduta a terra, ma il corpo era sospeso di pochi centimetri, l’ansa di scorrimento del cinturone (lungo poco meno di un metro) era sul lato destro invece che nella parte posteriore del collo. Anche nella perizia chiesta dal pm Marotta, e depositata a dicembre scorso, gli esperti che hanno visionato le foto scattate nell’alloggio di servizio e durante l’autopsia hanno palesato le loro perplessità.

Tanti altri elementi fanno pensare che non si sia trattato di un suicidio. Anna, ne sono certi i suoi familiari, non aveva motivi per togliersi la vita. Nell’abitazione, sul letto, gli inquirenti hanno rinvenuto un abito da sera, segno che la donna si stava preparando per uscire. E, ancora, il fatto che l’alloggio fosse stato “perquisito” prima dell’arrivo degli inquirenti. Mancano all’appello, inoltre, alcune pagine del diario in cui Anna Esposito era solita annotare la propria vita e i propri spostamenti.

anna-esposito

Di quelle pagine, ad oggi, nessuna traccia. A questo si aggiungono le minacce che la donna riceveva costantemente ormai da tempo e, non ultimo, il collegamento col caso di Elisa Claps, la giovane uccisa a Potenza il 12 settembre 1993 e ritrovata cadavere nel marzo 2010. Esposito, lo ha rivelato sua madre qualche tempo dopo, era convinta che nella Questura di Potenza qualcuno sapeva dove la ragazzina era stata sepolta.

Un altro particolare inquietate, proprio collegato a Elisa Claps. Quel tragico 12 marzo 2001, Esposito avrebbe dovuto incontrare Gildo Claps, fratello della giovane uccisa, ma poche ore prima di quell’appuntamento venne trovata cadavere.

Gli elementi per sospettare un omicidio mascherato da suicidio ci sono, ora spetta agli inquirenti il compito di chiarire i punti oscuri e, nel caso in cui dovesse venir accertato l’omicidio, identificare il responsabile.

Foto | Facebook

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