Milano, tassista morto dopo aggressione: arresti domiciliari per Davide Guglielmo Righi

Le condizioni del tassista sono parse gravissime fin dai primi istanti. L'aggressore è stato individuato e arrestato.

Aggiornamento 27 febbraio 2014, ore 11.00: il giudice per le indagini preliminari ha deciso di non convalidare il fermo per Davide Guglielmo Righi, il responsabile della morte del tassista Alfredo Famoso, aggredito dopo un litigio in strada per motivi di viabilità e deceduto poche ore dopo in ospedale. Per lui, 48 anni e ormai prossimo a diventare padre, il il gip Gianfranco Criscione ha disposto gli arresti domiciliari, derubricando il reato da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale e riconoscendo all’uomo l’attenuante della provocazione.

L’accusa aveva chiesto la conferma dell’omicidio volontario e, quindi, dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ma il giudice ha preferito accogliere la richiesta della difesa dell’uomo.

L’autopsia sul corpo dell’uomo, intanto, verrà eseguita tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima.

Morto il tassista aggredito, per l'aggressore accusa di omicidio volontario

ore 20.30: la commissione medico legale preposta al monitoraggio delle condizioni di Alfredo Famoso ha dichiarato l'uomo cerebralmente morto. E' quindi arrivata solo ora l'ufficialità del decesso del tassista ricoverato all'ospedale di Niguarda. Al momento non si sa se la famiglia abbia dato l'autorizzazione all'espianto degli organi per la donazione.

Per l'aggressore, Davide Guglielmo Righi scatta a questo punto l'accusa di omicidio volontario. Domattina si svolgerà l'interrogatorio per la convalida del fermo e il magistrato incaricato deciderà sull'eventuale misura cautelare.

Aggiornamento 25 febbraio, ore 9.10: si sono concluse nel tardo pomeriggio di ieri, dopo una manciata di ore, le ricerche di Davide Guglielmo Righi, l’uomo responsabile dell’aggressione al tassista Alfredo Famoso. L’uomo, 48 anni, è stato fermato con l’accusa di tentato omicidio.

Le condizioni della vittima, intanto, continuano a restare gravissime, irreversibili, e le speranze sono ridotte all’osso. L’uomo è clinicamente morto, come confermato ieri dal figlio e dal fratello.

Intanto le forze dell’ordine, grazie anche alla collaborazione di alcuni testimoni, sono riusciti a ricostruire con esattezza l’accaduto: erano le 20.20 di due giorni fa quando Righi e la sua compagna, una 37enne all’ottavo mese di gravidanza, stavano tornando a casa a piedi trasportando le buste della spesa.

Famoso non ha accordato loro la precedenza, mandando il 48enne su tutte le furie, spaventato da quello che sarebbe potuto succedere alla sua compagna. L’uomo ha lanciato contro il tassista la confezione da quattro bottiglie d’acqua che teneva in mano, facendo cadere a terra Famoso, che ha battuto la testa. Il resto è cronaca.

14.00: non ce l’ha fatta. Alfredo Famoso è morto, tenuto in vita da un macchina a cui presto sarà staccata la spina. A comunicarlo su Facebook è stato il figlio Federico:

Colleghi , amici mio papà e' morto e' tenuto in vita da una macchina ma aspettano di toglierla . Scusate se ho scritto su Facebook vi chiedo scusa ma sono distrutto dal dolore . Me l'hanno ucciso per una lite con un pedone

E anche il fratello Andrea ha riferito alla stampa delle ultime notizie comunicategli dai medici dell’ospedale Niguarda:

Ci hanno detto che ormai non c’è nulla da fare. È incredibile, e dire che è sempre stato prudente, al punto che se ci volevano due minuti per raggiungere un cliente, lui ne annunciava quattro per non correre. Alfredo è più giovane di me ma ha più anni di lavoro. Ha iniziato 37 anni fa, prima faceva l’autista per la Sio di Sesto San Giovanni. Anche io facevo il tassista, ho smesso a maggio, troppe tasse.

Nemmeno il repentino intervento chirurgico a cui è stato sottoposto è servito a salvargli la vita. Dell’aggressore ancora nessuna traccia, ma gli inquirenti si dicono certi che si costituirà in giornata.

9.31: è stato identificato l’aggressore del tassista Alfredo Famoso. Si tratta di un uomo di circa 50 anni residente nella zona in cui è avvenuta la lite. Su di lui, fanno sapere gli inquirenti, sono in corso gli accertamenti del caso. Le condizioni della vittima, intanto, rimangono critiche.

Brutale aggressione per futili motivi a Milano, dove intorno alle 20 di ieri un tassista di 68 anni è stato ridotto in fin di vita da due passati al termine di una discussione per motivi di viabilità.

L’esatta dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti, ma secondo l’ultima ricostruzione l’uomo si trovava in via Gian Battista Morgagni, a due passi da Corso Buenos Aires, quando si è accorto all’ultimo minuto che due pedoni stavano attraversando la strada.

L’uomo, quindi, non avrebbe dato la precedenza ai due, mandandoli su tutte le furie. La discussione generata è sfociata ben presto in una violenta lite. I due avrebbero colpito il 68enne alla testa con una confezione di bottiglie, facendolo cadere a terra.

Le condizioni del tassista sono parse gravissime fin dai primi istanti. E’ stato trasportato d’urgenza in codice rosso all’ospedale Niguarda di Milano e ricoverato nel reparto di rianimazione prima di esser sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Ora si trova in coma, non è chiaro se ancora in pericolo di vita o meno.

Dell’aggressore - solo uno dei due pedoni avrebbe lanciato la confezione di bottiglie - ancora nessuna traccia. Le autorità, che potrebbero averlo già identificato, lo stanno ancora cercando.

aggressione-milano

  • shares
  • Mail