Bari, giallo all'Unicredit di Bari: mancano all’appello 167 milioni di euro?

I due imprenditori hanno fornito alle forze dell’ordine i documenti, firmati dal direttore dell’istituto di credito, che testimoniavano la presenza di quei 50 milioni.


    Aggiornamento 22 febbraio, ore 10.14: Michele Scannicchio, il direttore della filiale di Unicredit di viale Giovanni XXIII di Bari, non era affatto scomparso. Si trovava a casa sua e quando gli uomini della Guardia di Finanza hanno fatto irruzione ha negato ogni addebito. E’ indagato per truffa, mentre gli inquirenti stanno cercando di capire cosa sia accaduto e, soprattutto, dove siano finiti i 167 milioni di euro che l’imprenditore barese Michele Cutolo era sicuro di possedere. Scrive oggi La Gazzetta Del Mezzogiorno:

    sono stati sequestrati documenti e un computer in cui ci sono anche le mail scambiate con i clienti. E soprattutto, sull’hard disk di Scannicchio sono state trovate quattro diverse comfort letter, documenti in cui la banca attesta la solidità finanziaria di Cutolo nell’ambito di un’operazione imprenditoriale finalizzata a costruire «edifici di pubblica utilità» (presumibilmente, la Cittadella della Giustizia di Bari) per cifre via via crescenti dai 40 ai 167 milioni di euro. Ma quelle lettere sono state modificate con il Photoshop.

Michele Scannicchio, direttore di una filiale dell’Unicredit di Bari, è svanito nel nulla ormai tre giorni fa: sua moglie ne ha denunciato la scomparsa nella notte tra il 17 e il 18 febbraio scorsi, quando l’uomo una volta uscito da lavoro non si è presentato a casa.

Nei giorni successivi si aggiunge un altro particolare, che darebbe supporto all’ipotesi dell’allontanamento volontario, quella seguita in queste ore dalle forze dell’ordine: non c’è traccia di 50 milioni di euro che due imprenditori della zona hanno dichiarato di avere nei rispettivi conti correnti.

A rivolgersi alle autorità, in un primo momento, è stato uno dei due imprenditori, subito dopo non esser riuscito a depositare un assegno da un milione di euro. Nel conto ad esso collegato non c’era quella disponibilità. I due hanno fornito alle forze dell’ordine i documenti, firmati dal direttore dell’istituto di credito, che testimoniavano la presenza di quei 50 milioni.

Quei documenti, scrive oggi La Repubblica di Bari, sarebbero però dei falsi: la carta intestata è originale, il resto sarebbe stato preparato ad hoc dal direttore. La banca si difende:

La banca è parte lesa nella vicenda. Noi abbiamo fornito la massima collaborazione sin dal principio alle forze di polizia che stanno indagando, fornendo tutto quello che c'è stato richiesto.

Secondo l’istituto di credito, infatti, tutto risulta regolare: sui conti non ci sono stati movimenti anomali, da lì non sarebbe stato sottratto nemmeno un euro. Che ne è stato, quindi, di quei soldi? E che fine ha fatto il direttore della banca? Del caso si stanno occupando i carabinieri di Bari insieme alla Guardia Di Finanza.

New Government Attempt To Lift Italy Out Of Economic Crisis

(nel video un caso simile, risalente a pochi mesi fa a Barletta)

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