Raffaele Lombardo condannato per concorso esterno alla mafia

Il procuratore di Catania Giovanni Salvi: "Il nostro castello ha retto". Lombardo: "Me l'aspettavo, l'avevo detto a mia moglie".

L'ex governatore della Sicilia Raffaele Lombardo è stato condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa contro i 10 chiesti dalla procura di Catania (nel video di Live Sicilia).

La sentenza di primo grado è stata emessa oggi pomeriggio dal gup di Catania Marina Rizza a conclusione del procedimento con rito abbreviato, che garantisce lo sconto di un terzo della pena.

Lombardo, predecessore dell'attuale presidente della regione Rosario Crocetta, era imputato per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio.

Per quanto riguarda quest'ultimo reato il giudice lo ha ritenuto assorbito in quello di concorso esterno alla mafia. In particolare Lombardo è stato assolto per il capo d'imputazione relativo ai rapporti con il clan catanese dei Cappello, ma secondo il giudice i suoi contatti con membri di Cosa nostra etnea sono stati comunque provati e quindi meritevoli di condanna.

President of the Province of Catania and

A carico dell'ex governatore è stata anche disposta la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici per un anno. Lui presente in aula, dopo la sentenza ha commentato:

"È l'epilogo naturale di questo processo. Me lo aspettavo. Stamattina l'avevo detto a mia moglie".

Il gup ha poi rinviato a giudizio il fratello di Lombardo, Angelo. L'ex deputato del Movimento per le autonomie (Mpa), è accusato degli stessi reati, ma ha scelto a differenza del fratello il rito ordinario. Il prossimo 4 giugno a Catania ci sarà la prima udienza del processo. Il gup ha altresì inviato alla magistratura inquirente le carte per valutare la posizione dell'editore del quotidiano La Sicilia Mario Ciancio Sanfilippo.

Raffaele Lombardo ha guidato la regione dal 2009 al 2012. Era succeduto, dopo l'interim di Nicola Leanza, a Totò Cuffaro, condannato in via definitiva a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato alla mafia e rivelazione del segreto istruttorio.

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