Donato Sifanno ucciso a Bari: le indagini sull'omicidio del nipote del boss

Sifanno secondo chi indaga avrebbe offeso la moglie del boss detenuto Giuseppe Misceo.

Dietro l’omicidio, sabato sera, di Donato Sifanno, nipote del boss del rione San Paolo Giovanni Mercante, ci sarebbe uno sgarro che la vittima, di 35 anni, aveva fatto qualche giorno prima alla moglie di un altro presunto ras del quartiere finito in manette a metà gennaio, Giuseppe Misceo.

Secondo la ricostruzione avanzata dagli inquirenti, riportata dall’edizione barese de la Repubblica, Sifanno si sarebbe mostrato più volte entusiasta per le manette scattate ai polsi di Misceo, il cui clan secondo chi indaga è in guerra dalla scorsa estate con i Mercante per il controllo delle attività illegali sul territorio, spaccio di droga ed estorsioni su tutte.

Ma cosa avrebbe fatto di così grave Sifanno? Il ritenuto luogotenente di Giuseppe Mercante al San Paolo (costretto a casa a seguito di un grave agguato subito) non lesinava di mostrare un atteggiamento strafottente nei confronti dei rivali, da vecchio e consumato boss, senza avere però né il carisma né la caratura criminale dello zio.

Una settimana fa Donato Sifanno sarebbe andato sotto casa di Misceo e avrebbe pesantemente offeso la moglie, con parole di spregio indirizzate nei confronti del marito in carcere.

Secondo gli investigatori il gruppo di fuoco che ha crivellato di colpi l’Audi A6 in cui Sifanno era al momento dell’agguato, potrebbe essere arrivato dalla provincia e alcuni dei componenti del commando sarebbero legati a Misceo da vincoli di parentela. Una cosa è certa, a San Paolo è guerra di mafia.

Video | TgNorba24

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