Evasione Domenico Cutrì, il fratello Antonino ucciso dal fuoco amico?

Gli inquirenti sospettano che ad uccidere il giovane Antonino Cutrì siano stati gli stessi membri del commando che hanno aiutato il fratello Domenico a fuggire.

Le cinque persone arrestate in relazione alla fuga di Domenico Cutrì, l’ergastolano calabrese di 32 anni bloccato nella notte tra sabato e domenica nei pressi di Inveruno, nell’Alto Milanese, rischiano di dover rispondere anche dell’accusa di omicidio.

Secondo i primi esami del medico legale, infatti, il giovane Antonino Cutrì, fratello dell’evaso e vera mente del piano che ha portato all’evasione di quest’ultimo, non sarebbe stato ucciso dalle forze dell’ordine che cercavano di fermare il commando, ma dal fuoco amico.

Sarà necessario attendere l’esito dell’autopsia, ma sembra proprio che il proiettile che ha ucciso Antonino sia entrato dal fianco e sia è uscito dalla nuca. Non sarebbe stato sparato, quindi, da dietro - dove si trovavano gli agenti - ma si tratterebbe di fuoco amico.

In quei momenti concitati, infatti, potrebbero esser stati proprio gli altri membri del commando e esplodere il colpo risultato poi fatale per Antonino Cutrì. Per questo motivo la Procura di Milano ha indagato le cinque persone già arrestate anche per omicidio.

Si tratta di Davide Cortesi, 48 anni, Danilo Grasso e Christian Lianza, entrambi di 25 anni, Aristotele Buhne, 31 anni, e il 23enne Daniele Cutrì, altro fratello dell’evaso. Sarà comunque necessario attendere l’esito dell’autopsia per saperne di più.

Domenico Cutrì, lo ricordiamo, è già stato condannato all'ergastolo in primo e secondo grado per l’omicidio del giovane polacco Luckasz Kobrzeniecki, ucciso il 16 giugno 2006 a Trecate, in provincia di Novara.

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